ROBERTO BAGGIO

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“Quando Roby si allenava, dava sempre tutto. Sembrava sempre un ragazzino, ed io lo invidiavo. In quel periodo faceva da chioccia a molti di noi. Diceva sempre, per ogni problema o consiglio, io sono qui… All’epoca ero giovane, ed a volte capitava che mi alzavo dal letto con zero voglia di allenarmi. Capitò un periodo in cui fallivo molte occasioni da goal. La porta non la vedevo proprio. Un giorno Roby, in allenamento, mi vide giù di morale, si avvicinò a me e disse: Luca, nel calcio capitano quei momenti, non ti abbattere, se posso darti un consiglio, quando sei davanti alla porta, prima di tirare, con l’occhio guarda per un secondo il portiere. Sembra una stronzata, ma in quel momento capisci che intenzioni ha. Ricordati che la porta è di sette metri, ed il portiere occupa solo un settimo dello specchio… A fine allenamento, rimaniamo a fare un po’ di uno contro uno con il portiere. Parto prima io e poi tu. Guardami però, così vedi un po’ quello che faccio io… Non sto qui a raccontarvi che lui fece sempre goal. Da lì però imparai ad essere più calmo, e da quel giorno anche grazie a Roberto, non mi sono più fermato.” (Luca Toni)

 

Dopo il successo della puntata dedicata a Diego Armando Maradona, Fischio d’Inizio vi regala un’altra grande diretta, dedicata al mitico Roberto Baggio. Baggio è nato il 18 febbraio 1967 da Florindo Baggio e Matilde Rizzotto. Il papà Florindo era un grande amante del calcio e del ciclismo, tanto da chiamarlo Roberto in onore di  Roberto Boninsegna, ex attaccante cresciuto nel vivaio dell’Inter. Baggio vive la sua carriera all’insegna di un gioco stupendo, talvolta però oscurato dal bruttissimo rapporto che nutriva per alcuni allenatori. Ha conseguito molti premi , tra cui il FIFA World Player e il Pallone d’oro nel 1993 e l’edizione inaugurale del Golden Foot nel 2003. E’stato introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2011 e nella Walk of Fame dello sport italiano nel 2015. Era soprannominato “Raffaello” per il suo gioco meraviglioso ed elegante e “Divin Codino” per la sua abitudine di raccogliere i capelli in un codino. Roberto Baggio, insieme ad altri giocatori italiani e stranieri, ha dimostrato sul campo cosa significa essere dei fuoriclasse. E questi fuoriclasse non verranno dimenticati mai.