IL CAMMINO SCUDETTO DELL’INTER

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Punti fermi, protagonisti e novità

Dopo 9 anni di dominio bianconero, il tricolore torna sotto la Madonnina, a Milano, alla corte dell’Inter. Antonio Conte ha mantenuto la promessa fatta ai tifosi: espugnare la fortezza bianconera e riportare lo scudetto a Milano dopo il “Triplete” del 2010. Come ha fatto l’Inter a vincere lo scudetto? In questo articolo faremo una breve analisi della stagione dei Nerazzurri, soffermandoci sui punti fermi, sulle certezze e sui protagonisti che hanno portato alla corte di Zhang il tanto ambito tricolore.

Con l’espressione punti fermi andremo ad indicare coloro che hanno protetto la spedizione interista alla conquista dello scudetto.

  • Una porta invalicabile. Samir Handanovic, portiere sloveno 37enne, ha ereditato la fascia da capitano di Icardi e le responsabilità che essa comporta: essere IL capitano vuol dire saper gestire lo spogliatoio, saper guidare la squadra nelle azioni interne alla partita (molto spesso l’allenatore da esterno non si immedesima al massimo all’interno della gara). Insomma, è un bel peso. Oltre a questo bisogna mantenere alta la concentrazione e il sangue freddo. Handanovic è all’Inter dal 2012, ed ha sempre difeso con il coltello tra i denti la porta nerazzurra. Nella scorsa stagione ha giocato 3412 minuti, collezionando ben 37 presenze. I gol subiti sono 35, con 78 parate totali tra cui 2 rigori. Insomma, il ragazzo, seppur non giovanissimo, ha ancora i riflessi felini che servono a chiudere la saracinesca interista.
  • La miglior difesa. Con 35 gol subiti, l’Inter chiude il campionato 20/21 con la miglior difesa. Uno dei punti fermi di questo scudetto è sicuramente l’asse Skriniar-De Vrij-Bastoni, che con grande solidità ha protetto Handanovic, facendo sfumare numerose azioni potenzialmente pericolose. A confermare questo dato è anche il numero di clean sheet ottenuti dai nerazzurri: 14, maggior numero di partite senza aver subito gol di tutta la Serie A.
  • Una ‘Barella’ fulminante. Un po’ di ironia, cari lettori, non guasta mai. Il merito per la vittoria dello scudetto passa anche da Nicolò Barella, centrocampista cagliaritano che con prepotenza si è preso le redini del centrocampo dell’Inter. ‘Che bel giocatore!’, è proprio il caso di dirlo. Dopo essere tornato a Milano da campione d’Europa si ritrova una maglia con tricolore sul petto e simbolo dell’MVP. A 24 anni è il Miglior Centrocampista della Serie A 2020/2021, mica male questo ragazzo. Le statistiche parlano di 46 presenze, 3 reti, 13 assist, per un totale di 3738 minuti giocati. Un grande rendimento che può rivelarsi utile anche nella Serie A 2021/2022.
  • La coppia delle meraviglie. Una coppia che ha fatto sognare i tifosi interisti e gli amanti del calcio: Lautaro&Lukaku è stata una garanzia. Il numero 9 Belga ha segnato 24 gol, l’argentino numero 10 ne ha segnati 17. Non male per una squadra che ha il secondo miglio attacco della Serie A 2020/2021, con 89 reti segnate, solo una di differenza con l’Atalanta.
  • L’allenatore degli scudetti. Antonio Conte, artefice della rinascita della Juventus dopo calciopoli con l’inizio del ciclo dei 9 scudetti consecutivi, è stato chiamato alla corte nerazzurra per lo stesso motivo: iniziare un nuovo ciclo di vittorie. Il primo anno ha sfiorato la vittoria dell’Europa League, perdendo in finale contro il Siviglia; il secondo anno ha vinto lo scudetto, facendosi amare dai tifosi interisti. Giustizia è fatta!

Con l’inizio della nuova stagione, però, due di questi punti fermi sono crollati. Lukaku e Conte, oltre ad Hakimi, sono andati via. Al loro posto rispettivamente Dzeko, Simone Inzaghi e Dumfries. Riusciranno a difendere lo scudetto e a vincerlo per il secondo anno di seguito? Solo il campo ce lo potrà dire.