IL CALCIO RIPARTE, MA NON E’ TUTTO ROSE E FIORI

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Dopo mesi di stop finalmente anche i calciatori delle squadre italiane si preparano ad allacciare gli scarpini, ma è tutto facile come sembra? L’epidemia è ancora in circolo, seppure in modo meno violento, e il rischio di contrarre la malattia, soprattutto per i calciatori che lavorano a stretto contatto con i compagni e gli arbitri, è molto alto. La FICG, assieme al comitato tecnico-scientifico, ha permesso al calcio italiano di ricominciare disputando le semifinali di ritorno della Coppa Italia venerdì 12 e sabato 13 giugno, per poi giocare la finale il 17 giungo. Subito dopo si pensa ai recuperi della 25° giornata che si disputeranno sabato 20 e domenica 21 giugno. Da lunedì 22 giugno il campionato riparte. Le partite saranno rigorosamente a porte chiuse con un massimo di 5 sostituzioni per squadra. La data prevista per la fine del campionato è il 3 agosto, mentre le finali delle coppe europee si giocheranno a fine agosto. La sessione di calciomercato sarà dal 1° settembre al 5 ottobre. Per rientrare nelle scadenze e nei limiti imposti dalla FIGC ci saranno turni infrasettimanali il martedì,il mercoledì e il giovedì in cui si giocheranno 2 date il martedì, 6 il mercoledì e 3 il giovedì. Non si esclude un possibile caso di positività al Covid-19 da parte di calciatori o personale della squadra. In questo caso soggetto e squadra verranno subito messi in quarantena e stadio e centro di allenamento verranno sanificati e puliti. Insomma, anche nel mondo del calcio ci si prepara al meglio, cercando di tutelare al massimo sia i calciatori che i lavoratori presenti all’interno dello stadio. Concludo ricordando questa citazione di Pier Paolo Pasolini: “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro.”