DIARIO DI BORDO di UMBERO ZIMARRI -ARMONIA TEDESCA tappa n° 2

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L’ europeo di Garra & Fantasia – Armonia Tedesca

Diario di Bordo – Tappa numero 2

 

Com’era quella storia che ci ricorda che la perfezione va ricercata miscelando elementi diversi?

È nell’ armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione e vive ci insegnava, Tiziano Terzani.

Prendete la Germania. Gli uomini simbolo della Nazionale dopo la vittoria di ieri sera, Florian Wirtz e Jamal Musiala, sono due ragazzi del 2003. L’allenatore, Julian Nagelsman, è del 1987. Da noi si fa fatica a prendere il patentino per la seconda categoria a quell’ età.

Eppure, come ci ha ricordato, Stefano Bizzotto, nel post partita, quella dei padroni di casa è la rosa con l’ età media più alta della competizione.

Qui, c’è una delle prime chiavi di analisi della rosa teutonica. La brillantezza esplosiva dei giovani, nati e cresciuti con le idee estremamente innovative della scuola tedesca degli ultimi anni, con l’ esperienza di calciatori già maturi e temprati da sfide di Champions ad altissimi livelli: Kroos, Gundogan, Kimmich, Rudiger su tutti.

Il resto lo ha fatto la Bundesliga con La crescita, sorprendente del Leverkusen ma anche dello Stoccarda, secondo in questa stagione.

Con questo mix, la Mannschaft si é presentata ai nastri di partenza.

A 50 anni esatti dal Mondiale del 74 che ha cambiato per sempre il calcio, segnando un prima e un dopo, parte Euro 2024.

Germania – Scozia è stata un non partita. Un monologo tedesco con i difensori dei padroni di casa costantemente con i piedi sulla linea del centrocampo. Cinque a uno il risultato finale ma anche il goal della bandiera scozzese è praticamente figlio dei calciatori in maglia bianca. Una carambola sfortunata terminata sulla testa di Rudiger. Gli scozzesi non hanno mai tirato in porta.

Questo dice tutto sulla partita.

La Germania ha impressionato per ritmo e qualità. L’ impressione, tendente ad una granitica certezza, è che i giocatori sapessero sempre cosa fare, come farlo e quando farlo.

Certo poi la differenza la fanno come sempre i “suonatori” . Il tridente Wirtz, Musiala,Havertz ha qualità fuori dal comune. I primi due abilissimi nelle zone di rifinitura, l’ altro superbo nel leggere i movimenti.

Il direttore d’orchestra, magister Toni Kroos, non ha letteralmente sbagliato un passaggio. Giocava al gatto con il topo con i tentativi di pressing scozzesi. Tre passi indietro o in avanti fatti al momento giusto, un pallone giocato di prima e saltava giù tutto il castello.

Le ultime due grandi competizioni sono state più che disastrose per la Germania. Non per mancanza di talento ma per uno strano disordine tattico, soprattutto nella fase di transizione negativa. Una voglia di strafare. Inconsueta per il mondo calcistico tedesco. Quella resta la grande sfida per il gruppo di Nagelsman. Trovare il punto di fusione, tra Equilibrio e aggressività.

Per ora si può dire che la “prima” di ieri ha rispettato i canonici parametri dell’ opera d’ arte: intensità, continuità e armonia.

 

Umberto Zimarri