PILLLOLA DI MITOLOGIA di Daniela Venditti

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PILLOLA DI MITOLOGIA
PROMETEO e la politica

“Ci fu un tempo in cui esistevano gli dei, ma non le stirpi mortali….”

Prometeo, il “Previdente”, era figlio del titano Giapeto e, insieme al fratello Epimeteo, fu incaricato dagli dei di forgiare i primi esseri viventi modellandoli nell’ argilla e di distribuire ad essi le varie doti che consentissero loro la convivenza.

Epimeteo, però, che non era molto astuto, assegnó tutte le qualità in suo possesso agli animali, primi nella scala degli esseri viventi appena forgiati, lasciando gli uomini senza alcuna dote preponderante, abbandonati a se stessi, nudi e scalzi.

Per porre rimedio al madornale errore, Prometeo decise di ingannare abilmente l’Olimpo, divenendo così il benefattore dell’ umanità che conosciamo tutti: rubó il fuoco a Zeus e, con esso, tutte le abilità tecniche di Efesto, il metallurgico, che resero l’ uomo “sapiens”, nel senso di “conoscitore” delle perizie tecniche e meccaniche atte alla sopravvivenza.

Fu così che l’ uomo, ottenne dunque la sapienza tecnica per sopravvivere al mondo, fondare città, assicurarsi il sostentamento e la crescita demografica, ma non aveva acquisito l’abilità politica, senza la quale sarebbe stato impossibile progredire e, addirittura, garantire la sua sopravvivenza sul mondo animale.

Zeus, dunque, dopo aver meditato di annientare la razza umana per incapacità di autogestirsi, decise di infondere nelle coscienze le doti mancanti ed inviò Ermes sulla terra a distribuire equamente Aidos (rispetto) e Dike (giustizia), insegnando all’umanità mortale, l’ etica eudemonistica, cioè il bisogno assoluto e vitale di giustizia tra gli uomini.

Prima di allora, l’uomo godeva solo della sapienza, una virtù verticale, con picchi ormonali e soggettivi pregni di impulsi primitivi; invece, la virtù politica infusa da Zeus, di tipo orizzontale, era tesa ad instaurare una relazione e una convivenza paritaria dell’ umanità; in essa vigeva un’ idea di mediazione, di uguaglianza, di ideale politico fondato sul rispetto reciproco (Aidos) e giustizia totale e superpartes (Dike)

Il mito di Prometeo, benefattore dell’ umanità e fondatore della civiltà umana (al pari del nostro Creatore), rappresenta al meglio il destino dell’ uomo, le sue lotte intrinseche, la sua crescita esistenziale e l’ influenza del Dio “superiore” che lo fa aspirare, da sempre e per sempre, ad un’idea di politica rispettosa e giusta.

Per lo meno, questo è quello a cui auspichiamo.

Daniela Venditti