UOMO E DONNA DUE MODI DIFFERENTI DI VEDERE IL MONDO

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Il quarto articolo che nasce dalla collaborazione tra due clown diversi ma con anime molto simili.

Di Lorenzo e Elisabetta

Mani nelle mani… manine morbide che non sanno della vita, manine che della vita hanno già saputo troppo, manine che hanno freddo, manine che hanno paura…
Mani segnate dalla vita, mani solcate dal tempo, mani stanche, mani rassegnate, mani che lottano…
Mani e manine che parlano, che piangono, che gridano, che restano in silenzio…
Nel tenersi per mano non ci sono barriere, filtri né distanze, non servono parole, non serve parlare la stessa lingua, non serve neanche potersi ascoltare o vedere, nel tenersi per mano ci si sente attraverso un linguaggio che non ha colore, forme, etichette! Tenersi per mano veicola tanti significati, è quel passo oltre che ci avvicina, che assieme alla mezza luna sotto al naso attiva il flusso tra te e me.   È ” piacere di conoscerti” che se anche non ricorderò il tuo nome, il calore della tua mano resterà con me, è il papà che tiene per mano la mamma quando un figlio viene alla luce, è la mamma che guida il figlio che inciampa nella vita, è il figlio che guida la madre quando la sua strada si è fatta lunga, è il maestro che ti dice “complimenti”, è camminare procedendo con lo stesso passo, è quando, anche se qualcuno strilla di voler stare solo, l’amico sa che le lacrime bruceranno meno cadendo su due mani che si tengono strette. In quelle cadute in cui il fondo ti sembra lontano e senti il dolore dell’urto lungo le pareti di quel vortice, la mano che ti tiene è la mano che ti salva, quella che è pronta a lanciarsi prima di te per ammortizzare la caduta. È il filo rosso degli innamorati che finché si tengono per mano, il filo si può attorcigliare, tendere, ma li tiene uniti, continua a tenerli nella stessa direzione, ma quando quelle mani non hanno più la forza di tenersi strette allora i due innamorati si perdono, e quel filo rosso è spezzato…ma nelle mani del vero amore c’è una forza magnetica che riporta quelle mani perse a tornare in quell’intreccio misteriosamente magico! Tenersi per mano è dono reciproco…e chi più di un clown sa quanto grande sia il dono che riceve da chi si lascia tenere per mano! Il clown di corsia non cerca applausi, non cerca consensi, vive di quel tenersi per mano! Il clown entra in punta di piedi nella vita dell’altro, sfiorando con rispetto e delicatezza il dolore del corpo e dell’anima, le solitudini, entra in dimensioni di tempo sospeso, come un fermo immagine dallo scorrere della vita, non chiede, non giudica, non etichetta, non ha la presunzione di capire, ma dice con semplicità sono qui per te “hic et nunc”… si dona, si offre, sorride provando a essere specchio e a generare sorriso, dice e fa cose buffe e bizzarre per portare i pensieri a galleggiare nella leggerezza! Il clown non è un super eroe … ha “solo” capito che le mani sono piene se accolgono le altrui mani e quando chi incontriamo si lascia accogliere ci sentiamo pieni, ricchi e soprattutto grati! In quelle mani nelle mani c’è il potere magico dell’empatia e se le mani nelle mani sono tante tante tante si crea un girotondo che …fa girare tutto il mondo e allora …TENIAMOCI PER MANO!

Mani nelle mani, mani che si aiutano, mani di due perfetti sconosciuti ma qui il passato non conta e nemmeno il futuro, questo scatto vive nel presente, e non contano le individualità, i corpi, non esiste lo spazio, le mani ci uniscono, non siamo più soli. Il clown alla fine non chiede nulla, vive di questi contatti, il clown è unione è tenersi per mano, un gesto che sembra scontato ma non lo è, significa fidarsi di chi ti tende la mano, significa affidarsi ad un perfetto sconosciuto che prima delle mani ti ha toccato l’anima.
Il clown alla fine fa questo ti tende la sua mano e ti chiede con la sua vocina “teniamoci per mano” ma questa vocina non è esterna è la vocina della nostra anima e le mani che cerca sono prima le nostre. Impariamo prima noi a tenere per mono il nostro clown, la parte pura della nostra anima e poi saremo liberi di donare amore, avremo coscienza e saremo liberi di amare. Toccare le mani ad uno sconosciuto NO è tenere per mano una anima uguale alla nostra, un anima che chiede di essere amata e noi siamo li, siamo clown e siamo pronti ad amare perché abbiamo imparato a tenerci per mano con la nostra anima, le nostre emozioni, abbiamo accettato noi in primis con tutti i nostri pregi ed i nostri difetti, ci siamo liberati dalle ansie e dalle angosce e abbiamo fatto spazio per accogliere nel nostro cuore un’altra anima. Siamo Clown, siamo liberi di tenerci per mano…

Scritto a quattro mani da Clown Lollo e da Clown Frangetta

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