Steve Minnei La Voce nell’Anima.

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Il periodo nuragico in Sardegna (3500 a.c.) fu ancorato al culto antico, successivamente definito pagano; di religio e mistero, di guarigione e rituali magici, di unione con l’Invisibile.

Ogni culto ha lasciato indelebile incisione sul dna della Sardegna Mater. Perchè anche la Terra ha il suo dna d’Anima.

L’Adorazione e la Devozione degli antichi sardi, prima dell’imposizione barbara del cristianesimo, trova ancora spazio laddove sono conservate le usanze di Offrire alla Dea Madre i primi frutti delle piante, a volte non cogliendoli di proposito e lasciandoli adagiare sul terreno, che li riporterà nel suo ventre, per poi ri-offrire il frutto. Ancora e ancora.

La Sardegna viveva permeata dalla dimensione del Sacro, e ad oggi è uno dei piu potenti centri spirituali del pianeta. Vanta un elitè eroica e di guerrieri e guerriere: l’ethos sardo e la sua cultura sono ad oggi oggetto approfondito di studi, e rivelano dettagli sempre più approfonditi sull’elitè dei sardi antichi.

Carlo Maxio ed Edoardo Proverbio, offrono un ventaglio di nuove tradizioni e usanze, come su alcuni Nuraghe. Grazie ad un numero di figure volitive trovate al loro interno, pare che i nurarghe fossero anche luoghi di culti astrali e dei veri e propri osservatori astronomici.

La necessita di mettere in relazione il tempo con il moto degli astri, è proprio di ogni forma religiosa legata ai ritmi del Cosmo.

Ad esempio, l’apertura di molti nuraghe corrisponde agli azimut astronomici calcolati dal sorgere al tramontare degli Astri più vividi dell’emisfero a noi visibile. Palese è la Fedeltà del Popolo Sardo-Nuragico al Sole, alla Luna agli Astri e all’Idea meravigliosa, che ogni manifestazione luminosa, avesse il valore della ierofania.

La Memoria e la continuità persiste nel tempo e si trova inalterata nella Terra Mater e negli abitanti della Sardegna: il Canto alle Stelle dei pastori, che invocavano la prosperità delle greggi, altro non è che una Reminiscenza di quel legame che univa il Popolo Nuragico agli Astri. Ed è per questo “s’ard”, (sardo- Sardegna) altro non significa che “ Danzatore delle Stelle”.

Si narra che nell’età dell’Oro gli uomini avevano la capacità di muoversi nei tre mondi : sotterraneo, intermedio, superiore, di dialogare con gli Dei, le piante, le rocce, gli animali, senza una distinzione tra sogno e realtà. A causa di un peccato di arroganza il ponte che univa i tre mondi crollò, e il viaggiare tra questi fu concesso solo agli dei, agli Spiriti e agli Sciamani”.

Non è difficile riconoscere che l’imposizione romana non debellò il paganesimo: dai numerosi riti terapeutici usati attualmente in Sardegna vi è una stretta correlazione di discendenza e reminiscenza dal “Druidismo”, specialmente per l’uso della Musica in cerimoniali riti, e il particolare uso dell’Acqua come ‘conduttore magicko’.

Le fonti d’Acqua erano per i Druidi benessere e salute in senso ampio: traevano Forza per operare le guarigioni, e i pozzi erano sacri e venivano segnalati da pietre erette, simbolo maschile, e Acqua, simbolo femminile.

S’Aqua abrebada, è l’Acqua miracolosa, resa tale con la Magia dei Brebus ed è elemento principi nei riti terapeutici sardi, anche ad oggi. “Ogni rito si conduce nella Fede” è frase cardine del Popolo sardo, nuragico ed attuale, collegato atavicamente al paganesimo.

Seppur impalpabile, la Fede è certa. Come quella sensazione che non si può spiegare. E ogni volta è da ri-trovare.

Il Sentiero è il

sentirla.

SENTIRE.

Ed è anche certo, che nel nostro dna fisico sono scritte le caratteristiche che ci contraddistinguono. Ti caratterizzano per la tua Unicità: non rarità ma, U n i c i t à.

Ed è verità, sia che ne sei consapevole o no.

Steve Minnei ne è consapevole? Sa di essere nato in Terra Mater, che trasmette reminiscenze nella frequenza del Sentire?

E se è vero che l’albero di ogni Terra, si riconosce dai frutti, beh, non v’è dubbio alcuno che il suo modus operandi è intriso di reminiscenza, esattamente come accadde ai pastori sardi; e da questo magicko collegamento, Steve Minnei ha da raccontare la Storia: la Sua; storia in cui ognuno trova un pezzetto della propria anima.

La Sua Voce ce lo racconterà ai microfoni di Italy Web Radio, nella puntata della Portad’Ora, Raccont’Arte di Sardegna in Musica, lunedì 23 marzo, dalle 18.30.

Musicista e Artista in piena ri-evoluzione di se, comunicatore visivo ed uditivo, che forse non sa ancora di esserlo. Non solo figlio di Terra Sarda, egli è Ideatore e Creatore del Progetto omonimo, in fase di costruzione. Geniale la sua capacità di sperimentare e includere arti e artisti inusuali, che richiamano la tradizione sarda, o il culto di qualche strumento poco conosciuto.

Leader in Forza, Coraggio e Fisarmonica, lavora da Artista nel Suo progetto, passo dopo passo sta realizzando il concepimento e la nascita dei brani contenuti nel suo primo disco, che sicuramente, sarà un sorpresa unica, come Lui. E di indubbia ricchezza gustarne l’attesa.

Mani che muovono note per far parlare il Cuore,echeggiano nell’aria da “Cinzia” nome di battesimo del suo strumento primario: la Fisarmonica; ed è per questo che è un comunicatore visivo: la sua musica parla da Anima ad Anima.

Musica in cui non si stanca di inserire il suo Amore per la Terra Sarda, la tradizione, il folclore, unendo Leggenda e Mistero.

Racconta una storia , la Sua. Iniziando da una barca fatta di carta (…)

Se la Fisarmonica contiene la Musica della Sua Anima, la Barca di Carta, trasporta il dolore più antico che un essere umano possa attraversare: la Morte.

Nel passato dei suoi primi nove anni di vita gli ha strappato la mamma e il papà, lasciando chissà quale buco nella Sua anima.

E, si sa, certi buchi non si chiudono mai.

Il talento innato di Steve Minnei, si è fatto spazio d’Amore nella Fisarmonica, concedendogli di approfondire la sua voglia sana di ricerca e sperimentazione, che lo porta ad essere il Protagonista del suo Presente; un presente, che su quella barca, si unisce e diventa frutto, unendo il passato di quel dolore.

Una Vittoria assoluta.

Ha trasformato “il veleno in farmaco” (cit. Alchemica)e sopratutto ha realizzato un suo desiderio: di ricordare ed elevare il Suo nome e Cognome;

Rende Onore a ‘due Sole Grandi Stelle’: Alma e Renato: mamma e papà.

Osare definire la Sua Musica un Procedimento artistico e ritualistico e quasi doveroso per la Portad’Ora, poiché unisce aspetti di vita/morte/ Solitudine/che riguardano la Storia di ognuno di noi: siamo fatti d’Amore e non saremo mai soli in questo Universo (…).

Contemplazione è la parola che per eccellenza, rivela il frutto del lavoro di un Vero Artista. Una parola che porta in seno il Silenzio Reverenziale, quello che da solo, implode nel Cuore; in muto Rispetto, senza parole. Di richiamo a reminiscenze e storie che uniscono anime.

Questo giunge ascoltando il suo brano madre, singolo ad ora in live di presentazione, l’Alma, due sole Grandi Stelle.

Oltre la Barca, in questo video di perfetta realizzazione a cura di Francesca Gallina, emerge un misterioso dettaglio:

il Filo Rosso.

E chissà quale segreto vuole rivelare…