Sopravvivere in cucina

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PREMESSA

Non ho la verità assoluta, non sono detentore della conoscenza e nemmeno posso offrirvi metodi e consigli sempre efficaci.

Non ho la presunzione di dire “questo si fa così”…semplicemente vorrei comunicare e mettere a disposizione di chi vuole, alcuni dei miei punti di vista in modo umile e chiaro, metodi nati da attente analisi, basate sulle mie conoscenze apprese quotidianamente in cucina, come amante della “buona forchetta” e soprattutto come ex militare dei reparti operativi degli alpini, dove ho prestato servizio per molti anni. Metto a disposizione attraverso Italy Web Radio alcuni suggerimenti e consigli per affrontare questo periodo d’isolamento sociale. Periodo che tutti nominano con una sola parola: quarantena.

Cari amici, un aspetto importante è che non esprimerò giudizi o riflessioni sull’emergenza sanitaria in sé, bensì commenterò attraverso opinioni personali, solo le circostanze che sono intorno a questa vicenda che coinvolge tutti. Le restrizioni dettate dal governo e si spera dal buon senso personale di ognuno di noi, hanno stravolto bruscamente le nostre abitudini quotidiane, spingendoci a vivere in un modo in cui nessuno di noi era abituato, eppure ce la stiamo facendo.

L’istinto e lo spirito di sopravvivenza sono sempre dalla nostra parte.

Cosa stiamo vivendo?

Questa è un’emergenza sanitaria come tutti sappiamo, seppur spesso paragonata a una guerra, è, e resta un’emergenza sanitaria, quindi dobbiamo riflettere insieme sull’aspetto più importante: che non si sta creando una circostanza di sopravvivenza estrema, tale al punto di doversi ritrovare in chissà quale luogo sconosciuto e/o pericoloso, bensì ci stiamo ritrovando a gestire il nostro tempo chiusi in casa nostra. Possiamo definire che questa situazione ci ha creato un modo di vivere diverso, ma non così tragico sotto un punto di vista logistico. Chiaramente l’analisi sanitaria e lavorativa, economica e sociale è molto più grave e triste, ma la lascio agli esperti del settore. Il mio commento analizza solo un punto di vista del tutto “casalingo” e familiare, incentrato su una gestione logistica delle abitudini, in particolar modo il nostro trascorrere il tempo in cucina. Durante i diversi addestramenti negli anni trascorsi negli alpini e durante diverse attività operative, molte volte ho affrontato il modulo di sopravvivenza. Senza scendere nei dettagli, vi posso però assicurare, che le circostanze erano ben diverse. Il nostro vantaggio è sicuramente quello di essere in casa e quindi non c’è chiesto nulla di così eccezionale. Non dobbiamo trovare un riparo o costruirci un rifugio, non dobbiamo razionare il nostro cibo in scatola (razione k), ne risolvere eventuali pericoli, o soccorrere un compagno ferito, cercare una via di fuga, ne dobbiamo mimetizzarci nella sterpaglia. Dobbiamo semplicemente stare nella nostra casa.

Un vantaggio enorme, rispetto a tanti popoli che stanno affrontando questa crisi in maniera molto più drammatica. Un vantaggio enorme rispetto a tanti bambini che non possono neanche mangiare. Questo vantaggio, questa fortuna si chiama casa. Si chiama divano, giardino, letto, cucina. Iniziamo ad abbandonare il termine sopravvivenza, sostituiamolo con qualche altra parola, una qualsiasi. Le nostre vite erano interconnesse socialmente in maniera straordinaria e torneranno ad esserlo, ma adesso adoriamo ed apprezziamo la fortuna di poter cucinare la nostra pizza, dal forno della nostra cucina.

Vorrei fare diverse distinzioni.

Non tutti stiamo vivendo logisticamente questa situazione in modo uguale. C’è chi vive solo in un piccolo appartamento, chi vive in una casa indipendente con il giardino, c’è chi condivide casa con altre persone e altre centinaia d’ipotesi. Tutte queste situazioni però hanno qualcosa in comune. Possiamo fare tantissime altre distinzioni, ma c’è sempre lo stesso aspetto fondamentale per tutti. Lo stesso di prima. La fortuna di avere un posto dove dormire e soprattutto una stanza dove cucinare e mangiare, ed è proprio qui che vorrei soffermarmi. Che sia una cucina piccola e con un solo fornello o grande non importa, siamo fortunati.

Tralasciando tutte le altre circostanze e dettagli, oggi vorrei parlarvi di come VIVERE nella nostra cucina e non di come sopravvivere. Abbandoniamo questo termine.

SOPRAVVIVERE. Questa parola è usata troppo spesso e non dosata nella giusta maniera in questo periodo, quindi rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci ai fornelli, il primo aspetto da focalizzare è proprio questo. Siamo fortunati, quindi dobbiamo vivere la nostra vita in maniera positiva e tranquilla, non possiamo essere arrabbiati perché il nostro yogurt preferito non è disponibile, in un periodo dove tanti altri sono in ospedale a combattere contro questo incubo.

Stiamo vivendo in maniera diversa per il bene di tutti.

Oggi lo facciamo davanti ai fornelli.

Che cosa possiamo fare nella nostra cucina?

Semplice, cucinare, ma anche molto di più.

Le nostre cucine, soprattutto per noi italiani, sono un luogo che da sempre riunisce famiglia e tradizioni, questo è connubio essenziale e speciale per ognuno di noi, perché noi italiani siamo di buona forchetta e la cucina è la nostra cultura, è la nostra tradizione e anche il più attento alla linea non si priva di questo.

La cucina per noi è orgoglio. Orgoglio di mostrare le nostre ricette su internet, di far vedere a tutto il mondo come cuciniamo la pizza in casa. Orgoglio di fare la spesa per qualcun altro che non può permetterselo. Orgoglio di portare la spesa a chi non riesce a uscire di casa e queste abitudini non dureranno soltanto in questo periodo, ma vivranno per molto tempo ancora, si spera per sempre, anche quando tutto sarà finito, sarà un orgoglio mostrare le nostre torte fatte in casa a tutto il mondo.

L’inconscio e la preoccupazione di molte persone, ha spinto tantissime famiglie a eccessivi rifornimenti, mentre altri ancora, hanno deciso di non curarsi di tutto ciò, continuando a una spesa di ruotine minima, in alcuni casi anche esagerata, uscendo troppe volte in un giorno, acquistando un prodotto per volta. Tutte e due queste considerazioni sono da scartare, per ovvie ragioni, nella seconda ipotesi, ne faccio anche un discorso etico, di menefreghismo ed individualismo, che considero pessimo.

Il comportamento più ideale è quello d’acquistare prodotti in maniera equilibrata, perché fin qui nessun ente e nessuna istituzione ufficiale, ha dichiarato uno status d’allerta tale, da prendere in considerazione l’arrivo di un’eventuale carestia, quindi una spesa equilibrata e studiata per trascorrere qualche settimana in casa, è più che sufficiente. Le esagerazioni non portano benefici, anzi sono controproducenti.

Le famiglie che hanno assalito i negozi alimentari con i loro estremi rifornimenti, si sono trovate a fronteggiare diverse problematiche; come accumuli di cibo in scatola, spesso ingombrante, alimenti che scadono in breve periodo, prodotti rovinati o guasti, ecc. ecc.. oltre il fatto di trovarsi ad uscire comunque, per acquistare quei prodotti freschi che si consumano giornalmente.

Trovare il giusto equilibrio sia nell’acquisto dei prodotti, che nel consumo degli stessi è la chiave.

Tonno, Sardine, Carne in scatola, Legumi, Prodotti sott’olio, Surgelati, Pasta, Passate di Pomodoro, Biscotti secchi, Riso, Farine, Acqua e altre bevande, prodotti a lunga scadenza, prodotti per l’igiene personale e la cura della persona e molto altro.

In linea di massima, tutti questi prodotti elencati sono stati i più consumati secondo diversi siti internet.

Analizzando, sono tutti prodotti che ci possono garantire un corretto ed equilibrato fabbisogno giornaliero se consumati ovviamente con criterio.

Il primo consiglio più utile è quindi di alternare il consumo di questi cibi, variando con le mille ricette che possiamo fare attraverso gli stessi. Non insistere nel mangiare sempre lo stesso prodotto.

Adottare un criterio di consumo equilibrato o abitudini quotidiane non irritanti, bensì collaborative, di supporto e assistenziali, anche verso i propri familiari, di cooperazione domestica, sono aspetti che incidono sulla convivenza in maniera molto utile.

Vi propongo una scaletta:

  1. Consumare cibi freschi prima di altri;
  2. Non mangiare sempre gli stessi alimenti, ma creare una dieta equilibrata come dovrebbe essere sempre;
  3. Come appreso da tutti i media, una dieta che stimola le difese immunitarie è molto utile in questo periodo;
  4. Evitare di abusare di alimenti ricchi di conservanti;
  5. Evitare le discussioni futili che si creano durante l’acquisto dei prodotti, soprattutto quelle scaturite dalla mancanza di un marchio o un prodotto, che in questo periodo non è disponibile;
  6. Evitare di creare discussioni con i propri familiari per una pasta troppo scotta o troppo cruda, cosi come altre discussioni derivanti dal cibo;
  7. Uno stimolo alla fantasia è divertirsi creando ricette sempre diverse pur avendo a disposizione la solita scatoletta di tonno;
  8. Approfittate per dedicare più tempo alla pulizia approfondita della cucina, in particolar modo del frigorifero, del congelatore, del forno, ecc. ecc.;
  9. Guardare canali televisivi di cucina o video di ricette;
  10. Chiudiamo in un armadio i nostri robot da cucina e torniamo a realizzare cibi fatti manualmente;

Ultimo consiglio?

Cerchiamo il più possibile, di non far entrare il covid-19 in cucina, di non invitarlo a cena e lasciamolo morire di fame, gustiamoci qualche ricetta come se niente fosse…

 

“CUCINA IN SCATOLA”

PACCHERI CON TONNO, CAPPERI E OLIVE NERE.

 

  • Paccheri
  • Tonno in scatola
  • Olive nere in scatola (Taggiasche o denocciolate)
  • Capperi sotto-sale o in barattolo
  • Olio evo
  • Prezzemolo surgelato

 

Mettiamo in una padella antiaderente un filo d’olio Evo e facciamo rosolare uno spicchio di aglio schiacciato. Nel frattempo versiamo in una pentola l’acqua per la pasta. Una volta dorato, togliamo l’aglio e aggiungiamo i pomodorini tagliati a spicchi, i capperi e le olive nere. Facciamo cuocere per circa dieci minuti a fuoco bassissimo. Quando l’acqua bolle aggiungiamo il sale q.b. e mettiamo dentro i nostri paccheri. Aggiungiamo alla nostra salsa un cucchiaio di acqua della pasta e la nostra scatoletta di tonno. Versiamo quindi i nostri paccheri nella salsa, un minuto prima la fine della cottura, alziamo la fiamma e facciamo amalgamare con altri due cucchiai di acqua della pasta. Quando il liquido della salsa si è assorbito ed è diventata più consistente, stacchiamo il tutto e lo serviamo in un piatto spolverando con del prezzemolo.

Non aggiungere sale nella salsa e soprattutto buon appetito.

Valerio