nuvole e pensieri

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Il quinto articolo che nasce dalla collaborazione tra due clown diversi ma con anime molto simili.

Di Lorenzo e Elisabetta

E se io sapessi cosa stai pensando nell’esatto momento in cui lo fai?
… Vi siete mai chiesti cosa potrebbe succedere se le persone avessero libero accesso ai nostri pensieri…  nessuno di noi avrebbe più la possibilità di rimanere in silenzio, la libertà di rimanere da solo con se stesso, saremmo un libro aperto per tutti anche per chi magari NON VUOLE LEGGERCI, parti nascoste del nostro essere rese pubbliche e alla mercé di chiunque… la sentirei tanto come una violenza più che una libertà. Ognuno di noi vorrebbe avere la libertà di dire tutto ciò che pensa incurante delle ripercussioni verso gli altri, magari rifugiandosi dietro una finta onestà intellettuale che ti porta a pensare “sono onesto e quindi posso farlo”. Ma noi siamo mentalmente aperti alla verità? Siamo pronti a conoscere quello che la gente veramente pensa di noi…? Siamo pronti a tornare bambini quando non si avevano barriere mentali ed era lecito dire tutto perché … innocenti e senza malizia e quando dire “brutto” ad una persona brutta provocava una risata, ma saremmo disposti a ridere anche se ci fosse detto da un adulto? Immaginate il vostro capo al lavoro che si apre apertamente con voi e voi viceversa con lui, immaginate di parlare a cuore aperto a vostra moglie o marito, anzi che non servirebbe più parlare, perché tanto lei o lui legge i tuoi pensieri, dire alla vostra amica/o “sei ingrassato o ti vesti malissimo”… insomma non DIRE, ma aprire la mente al prossimo.
Penso che una situazione così sarebbe una catastrofe apocalittica, viviamo nell’ILLUSIONE di essere onesti ma nessuno ha mai il coraggio di dire la verità fino in fondo e allora ci rifugiamo nella finzione, nelle bugie, perché abbiamo troppa paura delle ripercussioni, ma soprattutto ci piace vivere nell’illusione di essere perfetti che se poi veramente qualcuno pensasse il contrario di noi… potrebbe essere la fine dei sogni ed un brutto risveglio.
Vi lascio con una riflessione marzulliana: pensate di essere pronti alla verità assoluta o preferita un’innocente bugia che vi illuda di vivere meglio?
Io non so se esita una risposta, ma credo che alcune dei miei pensieri dovrebbero rimanere solo ed esclusivamente miei.
LA VERITÀ CI RENDE VERAMENTE LIBERI…E FELICI?

Più o meno così diceva la consegna della mia maestra a chiosa dell’ascolto di una storia, in cui in un certo paese del Polo Nord si ghiacciarono i pensieri di ciascuno, nel senso che ognuno poteva leggere i pensieri dell’altro, nell’attimo esatto in cui si pensava…precisamente non ricordo come la storia si concludesse, né cosa la mia mente di bambina avesse elaborato in quell’occasione, certo è che: alla domanda ” ti piacerebbe che tutti potessero leggere i pensieri di tutti???”la risposta più sincera sarebbe… dipende! Dipende da chi sta pensando,  dipende su quale aspetto di me sta pensando, dipende se parliamo dei suoi o dei miei di pensieri, sì perché i miei pensieri sono talmente CONTORTI che spesso non li capisco neanch’io, quindi ho sempre pensato che la mia di nuvoletta avrebbe comunque bisogno dei sottotitoli, per non inciampare nel fraintendimento di chiunque! E poi immagino di girare per strada e vedere tutte queste nuvolette che si scontrano, alcune a più piani, altre a forma di fulmine, altre ancora a forma di cuoricino, altre a forma di spada…e immaginandole tutte simultaneamente mi manca quasi l’aria, come moltiplicare per mille la sensazione di quando si cammina in una folla rumorosa e ci sente sordi ciechi soli! Leggere i pensieri è molto di più che DIRSI la verità, perché quando dici la verità, quella ha già superato la dogana del pensiero e della parola, ancor più se la parola è scritta,  leggere i pensieri sarebbe leggerli nudi, puri, privi di filtri di ogni tipo! Vista così io non ci vivrei in quel paese del Polo Nord dove le nuvolette dei pensieri si ghiacciano, un po’ perché ciascuno di noi almeno una volta ha pensato che ” sì, è vero, ma me lo poteva dire in modo diverso”, e che è più soft sentirsi dire ” sei un tipo particolare”, anziché leggere a lettere cubitali materializzate nell’aria ” sei bruttarella forte” , oppure tutte quelle volte che sai perfettamente che chi hai di fronte sta pensando che non ne può più, ma ti aggrappi al fatto che ti sorride, ti abbraccia, o ti dice QUELLO CHE IN QUEL MOMENTO HAI BISOGNO DI SENTIRTI DIRE e per me questo non è essere ipocriti, o nascondere la testa nella sabbia, è essere… umani, è essere meravigliosamente fragili, è avere bisogno di essere protetti a volte dai propri stessi pensieri! Quando un amico trova le parole giuste… si prende cura di te e se anche pensa che avrebbe cento cose da fare più divertenti… è lì per te e con te, perché se il pensiero è l’unico flusso che davvero non si può fermare e controllare, l’azione è scelta, come tutte quelle volte che la rabbia ti fa pensare cose assurde, e non c’è modo di fermarlo il pensiero, di spostarlo, il pensiero ha vita propria e se in quel momento qualcuno lo leggesse, da pensiero diventerebbe intenzione, ma invece dentro di noi a volte un pensiero è solo un lampo di luce che passa, ma se ogni lampo lasciasse traccia nel cielo, l’azzurro del cielo non si vedrebbe più!!! E poi chi tra noi è così solido, così corazzato da non lasciarsi potenzialmente scalfire da un pensiero negativo, io non ho l’illusione di credere che tutte le nuvolette- pensiero che parlano di me siano carezze… E ancora, tra le nuvolette-pensiero ci sarebbero anche quelle dei grandi artisti, dei poeti e dei geni…neanche i loro pensieri sarebbero più al sicuro, non si potrebbe più reclamare il diritto di aver avuto un’idea, o di avere il tempo di dare la giusta forma a un’idea, di trovare le parole per scrivere, cantare, dipingere un’idea! A pensarci bene… ci ho ripensato, a quella domanda non risponderei più “dipende” ma
… che voglio difendere gelosamente il diritto di pensare e …magari poi …ripensarci…

Scritto a 4 mani da Clown Lollo e da Clown Frangetta.

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