Una chicca calabra: la cipolla rossa di tropea

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La cipolla rossa di Tropea ha numerosissime proprietà e ha origini veramente antichissime;  L’area di produzione è quella  dell’ alta costa tirrenica calabrese e più precisamente da Lamezia fino a Capo Vaticano. È impropriamente chiamata “cipolla di Tropea” perché in passato era proprio Tropea il centro di raccolta e il luogo da dove poi avvenivano le spedizioni ferroviarie. Il raccolto di tutta la zona arrivava in stazione sul dorso dei muli per essere spedito in tutto il resto della penisola. Oggi la cipolla di Tropea è apprezzata e quindi spedita in tutto il mondo e la produzione, circoscritta ad una zona non troppo grande, non riesce più a soddisfare più la continua crescente richiesta.

La cipolla rossa di Tropea deve la sua particolare dolcezza, caratteristica che la contraddistingue e che l’ha resa famosa in tutto il mondo, alla fortunata combinazione di due fattori sostanziali: la composizione del suolo, ricco di sali minerali di origine vulcanica ed il particolare microclima della zona (temperatura, umidità, ore di luce solare). Alla realizzazione di questo piccolo miracolo della natura concorre la particolare stabilità della temperatura nei periodo invernale; la benefica influenza del mare infatti impedisce improvvise e dannose escursioni termiche notturne. Per tutte queste combinazioni, non riproducibili, nel 2008 la cipolla di Tropea ha ottenuto la denominazione IGP.

Questo dolcissimo tubero rosso, otre ad essere un ingrediente insostituibile per alcune preparazioni culinarie, possiede innumerevoli virtù benefiche riconosciute ormai da studi scientifici accreditati.
Si è scoperto infatti che è ricca di fenoli, flavonoidi, sali minerali come ferro e potassio, quercitina, solforati di cromo. Tutte sostanze benefiche che proteggono il sistema cardiocircolatorio prevenendo gli infarti e difendono da alcune forme di cancro.

La cipolla rossa di Tropea inoltre neutralizza l’azione dei grassi, ottima quindi da consumare lessa dopo un pasto particolarmente pesante. È inoltre un antiossidante ed un antibiotico naturale. Riduce gli zuccheri nel sangue, abbassa il colesterolo LDL. È invece sconsigliato il suo consumo crudo a chi soffre di ulcera, gastrite e colite mentre deve evitare di mangiarla cotta chi soffre di reflusso gastrico.

In cucina è molto versatile, può essere ingrediente principale di preparazioni dolci, come la marmellata con cui accompagnare formaggi stagionati, carne o preparazioni con uova. Ottimo il suo gelato. Insuperabile poi per le preparazioni salate come soffritti, insalate, preparazioni sottoaceto.

 

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