Massimo Marzilli intervista il padre di Serena Mollicone , la giovane uccisa ad Arce nel 2001

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Il padre Guglielmo Mollicone è stato intervistato ieri, 22 novembre, dal nostro direttore Massimo Marzilli in una puntata speciale di Una canzone per te dedicata alla violenza contro le donne.

Nessuno,  dal conduttore agli ascoltatori hanno trattenuto la commozione, davanti a questo padre che ha fatto della ricerca della verità la sua unica ragione di vita.

Le novità riguardano il luogo della morte di Serena, la famigerata caserma di Arce, sempre stata protagonista nascosta di questo caso inquietante che ha visto condannare e poi assolvere un innocente, fare false accuse al padre proprio il giorno dei funerali di Serena e il suicidio di un brigadiere della stessa caserma di Arce.

Ai microfoni del nostro direttore ha accusato gli innumerevoli depistaggi che inizialmente hanno confuso e sviato le indagini ed è sollevato degli esiti delle ricerche attuali. Lui aveva sempre affermato che Serena era entrata viva e uscita morta dalla caserma di Arce.

In base alla perizia del medico legale firmata da Cristina Cattaneo e consegnata nei giorni scorsi alla procura di Cassino, le lesioni al capo sarebbero «compatibili» con l’urto su una porta sequestrata in un alloggio della caserma dei carabinieri di Arce, ma la morte della ragazza sarebbe stata provocata successivamente da asfissia causata dalla «chiusura delle vie aeree con del nastro adesivo (possibilmente anche insieme al sacchetto di plastica intorno al capo)».

Guglielmo Mollicone è sembrato stanco ma combatte con determinazione nell’attesa di conoscere finalmente, dopo 16 anni , il vero colpevole dell’efferato delitto compiuto sulla giovane figlia, in attesa che possa finalmente riposare in pace.

Tanti i messaggi in chat di solidarietà e coraggio per questo padre.  Massimo Marzilli ha scritto in conclusione di aver a stento trattenuto le lacrime ed era visibilmente emozionato . Porgiamo tutti un abbraccio virtuale a Guglielmo in attesa della conclusione di questa lunghissima e dolorosa vicenda che ha sconvolto non solo la Ciociaria ma tutta Italia.

 

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