Lo sviluppo dell’arte

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Quale criterio dovrebbe usare costui per operare le sue scelte? Quando si ha che fare con l’arte contemporanea, la risposta a questa domanda non è affatto scontata. Nella storia dell’arte i confini tra che cosa è arte e che cosa non lo è non sono mai stati messi in discussione come oggi. A chi non è capitato almeno una volta di entrare in museo di arte contemporanea ed avere dubbi circa la natura artistica o meno dell’oggetto che si ha di fronte

L’arte negli anni è profondamente mutata, o meglio, ciò che noi consideriamo arte è profondamente mutato.
Che cosa è accaduto? Che cos’è che oggi rende questi oggetti opere d’arte?

Certamente qualcosa è profondamente cambiato: durante l’evolversi del tempo storico il nostro concetto di arte è stato oggetto di una continua rinegoziazione e ridefinizione.A testimonianza di questa rinegoziazione vale la pena citare un processo tenutosi nell’aula di un tribunale americano nel 1927, in cui ad essere in gioco è proprio la definizione di opera d’arte. Le parti in causa sono lo scultore Costantino Brancusi e gli Stati Uniti. Lo scultore intentò causa allo Stato poiché aduna sua opera, Oiseau dans l’espace, non era stato accordato l’esonero dai costi doganali, concesso di solito alle opere d’arte. La sua scultura era stata classificata dai doganieri come semplice utensile da cucina.

Nel frattempo si è sviluppata una cosiddetta nuova scuola artistica i cui esponenti cercano di rappresentare idee astratte invece che imitare oggetti naturali. Che si abbia o meno simpatia per queste nuove idee e per le scuole che le rappresentano, riteniamo che i fatti della loro esistenza e della loro influenza sul mondo dell’arte come questo viene riconosciuto nelle corti debbano venir tenuti in debito conto. Pertanto, ci associamo alla richiesta e concludiamo che sia autorizzato a una esportazione esentasse sulla base del paragrafo 1704, supra.

Vi è stato in effetti un momento significativo nella storia dell’arte che ha sancito il definitivo abbandono della concezione, fino ad allora dominante,di oggetto artistico come riproduzione o imitazione di modelli naturali (questa era infatti la definizione di opera d’arte adottata nelle dogane americane fino al 1922) e che ha reso possibile l’esistenza delle opere d’arte esposte oggi ad ArteFiera. Quando, agli inizi del Novecento, Duchamp esponeva il primo readymade della storia, Ruota di bicicletta (peraltro attualmente esposto in una bella mostra a Bologna dal titolo Duchamp, Magritte, Dalì), qualcosa è indubbiamente cambiato per sempre. Tutti i canoni artistici vigenti sono stati abbattuti: l’arte si è definitivamente sganciata dalla rappresentazione del mondo naturale per elevare al rango di opera artistica oggetti come ruote di biciclette, orinatoi, gioconde corredate di baffi e pizzetto.

Tutto ciò è stato possibile all’interno del contesto artistico, sociale e culturale, caratterizzato da un forte spirito di riscatto e rivoluzione, che ha animato le avanguardie novecentesche. Prescindendo da tale contesto, la natura artistica di questi oggetti non potrebbe in alcun modo essere riconosciuta. È chiaro, dunque, che il contesto determina significativamente ciò che consideriamo arte: uomini e donne appartenenti a periodi storici differenti, entrando in uno stesso magazzino, potremmo dire,all’interno di una stessa edizione di ArteFiera, ne uscirebbero fuori con oggetti completamente differenti. Dire tutto ciò oggi è ormai diventato banale. Il vero problema è quello di capire che cosa significa‘contesto’ e in che modo esso esercita la sua influenza sul mondo dell’arte.

 

Angela Reale