La scuola finlandese

3
Il sistema scolastico finlandese è un sistema egualitario, senza tasse di accesso e con servizio di pasti gratuiti offerto agli studenti a tempo pieno.
Il sistema educativo finlandese, ben finanziato e attentamente studiato, può essere riassunto in cinque punti:
  1. programmi forniti da centri diurni per neonati e bambini e un anno di “pre-scuola” (o scuola materna per i bambini di sei anni);
  2. una scuola primaria generale obbligatoria di nove anni (a partire dall’età di sette anni fino al compimento dei sedici anni);
  3. una scuola secondaria superiore (solitamente della durata di tre anni) che presenta due indirizzi: uno generico per il proseguimento degli studi e uno professionale per l’inserimento nel mondo del lavoro;
  4. l’istruzione terziaria superiore viene offerta da Università e Politecnici;
  5. infine, importanti sono anche le istituzioni per l’istruzione permanente e continua degli adulti.
La strategia finlandese per il raggiungimento dell’uguaglianza e dell’eccellenza nel campo dell’istruzione è stata basata sulla costruzione di un adeguato sistema di finanziamento pubblico di una scuola generale, senza selezione e monitoraggio degli studenti durante la loro formazione di base comune. La diffusione sul territorio delle scuole e la fornitura gratuita di mezzi pubblici per gli studenti delle zone rurali è stata parte integrante di questa strategia inclusiva.
L’Education Index, pubblicato dall’Indice di sviluppo umano dell’ONU nel 2008 e basato sui dati del 2006, dava alla Finlandia il punteggio di 0.993, il punteggio più alto al mondo insieme a Danimarca, Australia e Nuova Zelanda
In Finlandia l’asilo nido e le scuole materne sono considerati fondamentali per lo sviluppo della cooperazione e delle abilità comunicative necessarie per preparare i bambini alla formazione continua, così come all’apprendimento formale di lettura e di matematica, in modo da non perturbare la loro infanzia. L’educazione finlandese nella prima infanzia sottolinea il rispetto per l’individualità di ogni bambino e la possibilità per ogni bambino di svilupparsi come una persona unica. Gli educatori finlandesi guidano anche i bambini nello sviluppo delle competenze sociali e d’interazione, incoraggiandoli a prestare attenzione ai bisogni e agli interessi degli altri e avere un atteggiamento positivo verso le altre persone, le altre culture, e gli ambienti diversi. Lo scopo è rendere i bambini progressivamente “indipendenti”, consapevoli di loro stessi, della loro età, del loro sviluppo progressivo. Per promuovere una cultura della lettura, i genitori di neonati sono forniti di tre libri, uno per la madre, uno per il padre, e un terzo per bambini, da leggere al bambino come parte del “pacchetto maternità”. L’educazione è vista infatti come uno sforzo cooperativo tra i genitori e la società per preparare i bambini fisicamente (mangiare correttamente, igiene corporale, vivere in un ambiente sano e pulito) e mentalmente (comunicazione, consapevolezza sociale, empatia e riflessione su di sé) prima di iniziare l’apprendimento più formale all’età di sette anni. L’idea è che prima dei sette anni i bambini apprendano meglio attraverso il gioco, così che nel momento in cui finalmente andranno a scuola essi saranno desiderosi di iniziare ad imparare. Dal 1990 la Finlandia ha reso universale l’accesso ad asili nido e scuole materne (il costo varia in base al reddito: da 0 a 200 euro al mese) e ne ha finanziato la diffusione su tutto il territorio nazionale. Queste istituzioni (pubbliche o convenzionate) offrono il lavoro di tre adulti (un insegnante e due infermieri) ogni 12 bambini sotto i tre anni e/o ogni 20 bambini tra i tre e i sette anni. Il pensiero pedagogico alla base delle scuole dell’infanzia finlandesi è “imparare ad imparare”.
Gli insegnanti, sia della scuola primaria, sia della secondaria, devono prima di tutto essere laureati. L’insegnamento è una professione rispettata nel paese e l’accesso ai programmi universitari per la formazione dei docenti è altamente richiesto e competitivo. Al candidato si richiedono ottimi voti nella scuola superiore e nei test d’ingresso. Altrettanto elevanti sono gli standard durante il percorso universitario. Soltanto il 10% dei candidati a certi programmi di studio vede la sua domanda accettata. A questo consegue che i salari e la sua rispettabilità della professione siano molto superiori alla maggior parte dei paesi dell’OCSE.
Si sa, il sistema scolastico finlandese è il migliore al mondo, però non tutti sanno perchè. Ecco otto motivazioni per cui gli studenti finlandesi sono i migliori al mondo ed il loro sistema scolastico è al primo posto nella classifica OSCE, che misura l’alfabetizzazione e le capacità matematiche medie degli studenti.
Le scuole sono tutte pubbliche, non ne esistono di private. Le scuole sono tutte allo stesso livello, non ce ne sono di serie A e di serie B, ciò garantisce omogeneità di istruzione e tutti frequentano la scuola della propria zona di residenza. L’insegnamento è una delle professioni che riceve il più grande apprezzamento e rispetto in Finlandia.
I professori non sono sottopagati perchè educare l’infanzia significa migliorare il futuro del Paese. Tutti gli insegnanti sono altamente specializzati e molto intraprendenti. Gli stessi insegnanti, mentre studiano all’università, già effettuano un tirocinio nella scuola dell’infanzia, in modo tale che una volta ultimati gli studi universitari, essi possano già partire pronti per l’insegnamento.
La Finlandia rispetta e dà spazio e considerazione alla ricerca scientifica. Infatti in questa nazione le riforme scolastiche non vengono effettuate seguendo la politica ma, appunto, la ricerca: se degli studi dimostrano l’efficacia di un metodo di insegnamento, allora si cerca di applicarli nella realtà.
Nelle scuole non c’è timore nello sperimentare cose nuove e non esistono materie abolite. Dal 2015 non vengono più effettuate lezioni frontali ma c’è una collaborazione tra alunno ed insegnante. Viene lasciato molto spazio al gioco dei ragazzi. Infatti la legge prevede di lasciare 15 minuti di gioco ogni 45 di lezione. Ciò deriva dal fatto che i bambini devono rimanere tali il più a lungo possibile ed i risultati confermano questo sistema.
Vengono dati inoltre agli alunni pochi compiti a casa, in modo tale da incentivare il lavoro in classe; per i finlandesi è importante che il tempo trascorso a casa sia dedicato interamente alla famiglia. Fino ai 13 anni di età non vengono assegnati voti agli alunni, così tutti possono imparare a leggere, scrivere, contare senza alcuna umiliazione o competizione. Dopo i 13 anni i voti non devono essere negativi, ma invogliare gli studenti che sono rimasti più indietro.
Tutti i bambini devono andare alla materna fino a sette anni e gli asili nido, come le materne, sono di altissimo livello, in modo tale che tutti gli alunni siano preparati allo stesso modo per le elementari, le quali iniziano all’età di sette anni, non prima. A sette anni infatti è dimostrato che il cervello è sviluppato a sufficienza per apprendere e studiare.