“LA DONNA”

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Quando parli di una donna, parli di una ragazza che è cresciuta. Così come quando parli di uomo ti riferisci a tutte le persone di genere maschile, così con il sostantivo “donna” ti puoi riferire a tutte le donne, come nella frase “La donna al potere”. Talvolta ci si riferisce alla donna delle pulizie dicendo “ho preso una donna che mi aiuti nei lavori di casa”, oppure un uomo potrebbe riferirsi alla sua compagna o moglie dicendo “la mia donna”.

Nella nostra società spesso il sesso femminile è associato alla sensibilità. Che però non sempre viene intesa in senso positivo, ma al contrario banalizzata e considerata come sinonimo di isterismo e di fragilità.

Che la donna sia più “emotiva” dell’uomo è convinzione piuttosto comune. Non solo nel senso di sensibile, però, ma soprattutto in quello di instabile, impressionabile, ansiosa, isterica, piagnucolosa. Nella nostra società la sensibilità non è apprezzata bensì criticata, banalizzata e ridotta a suscettibilità e fragilità.

Del resto, la cultura popolare ci ha volute così. Identificandoci da sempre nella sfera domestica, centro della famiglia, regina del focolare, la femminilità ideale è stata bollata da un’emotività spiccata, ma passiva e inefficace per il potere. Ma non è piu’ cosi.

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