ILIENSENS Civitates Barbariae

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E’ un Principio indelebile, anche per le generazioni che verranno, conoscere le proprie radici. La crescita dell’individuo nasce da questa scoperta, da questo onore e, non importa cosa si scopre, cosa si prova. Importa il Principio, l’accettazione dell’essere nati in “questa” Terra. Ci vuole indubbio coraggio per intraprendere il cammino, non solo di “Visita Interiore”, ma anche esteriore. Fatto di ricostruzioni storiche, che forse non si trovano scritte nei libri, ma escono dalle bocche degli anziani che hanno vissuto quella Storia, o che gli è stata tramandata da bocca a orecchio.

Un Coraggio custodito da indomita volontà che la band/duo, battezzata “Iliensens” (Mauro Medde e Natascia Talloru), ha saputo annettere a riferimenti letterari e di tradizione musicale sarda , creando il Progetto “Civitates Barbariae”, anche in supporto audio (CD) e supporto visivo (realizzazione di un corto); una perla Preziosa di tradizione d’Arte Antica, nei tempi odierni, che per gli Amanti della Terra Sarda, per certo, sarà un impagabile Dono, ovunque essi siano, sparsi nel mondo.

E se qualcuno ha scritto che vi sono due cose durevoli che possiamo lasciare in eredità ai nostri successori, le radici e le ali, oso aggiungere che non si può lasciare o trasmettere un eredità che non possiedi al tuo interno.

Onorare i propri antenati, e la Terra che ti accoglie al momento della nascita, è un buon modo per volare, scrivendo nei cieli, e in Terra, la propria Opera, o Vita.

Geograficamente parlando, il Cuore della Sardegna risulta essere la zona della Barbagia; entroterra ricco di storia, mistero, talento corale, e canto antico, tramandato nei secoli; Cosi’ antico che è stato proclamato “Patrimonio Intangibile dell’Umanità”, dai LL SS dell’Unesco;

Interessante ricordare che dal Suono è nata la parola, che col tempo ha generato le lingue nel mondo; onorare le Radici è parlare con fierezza la propria lingua natia, senza far finta di essere inglesi fashion. Sarà per questo che la lingua inglese è la lingua ufficiosa e di rito comprensibile in ogni nazione; Ha conservato e onorato le proprie discendenze, e silenziosamente, le ha indotte agli abitanti di tutto il Pianeta. Riappropriarsi del Suono di parola natia, è doveroso, sino a smettere di mercificare il proprio operato in lingua inglese, perchè così si diventa famosi e ricchi. Sii fiero della tua Terra e canta, parla la Tua Voce. Poi, se vuoi, puoi anche imparare tutte le lingue del mondo. Ma solo poi.

Una fierezza questa, che il popolo di Iliensens sapeva usare impeccabilmente; pare si rifugiarono in questo cuore pulsante barbaricino, all’incirca nel II millennio A.C., uniti, contrastarono la colonizzazione romana, essendo stati poco inclini al fascino della cristianizzazione e ai subordinati cambiamenti culturali e fisici, apportati con la forza.

Nella puntata di lunedì 14 ottobre c.a., la PortaD’ora, Racconta’Arte di Sardegna in Musica, su Italy Web Radio dalle 18.30, dedicherà a Iliensens, imperativo spazio/tempo, per rivelare il Loro Progetto d’Amore per la Sardegna, nei Suoi misteri e nella Sua storia antica; Progetto nominato “Civitates Barbariae”.

Mauro Medde e Natascia Talloru sono musicisti e ricercatori del Suono, originari della Barbagia, e con la stessa fierezza dei Loro Antenati, imprimono nel loro Lavoro Musicale, influenze culturali moderne, senza limiti spazio/temporali, riuscendo a tutelare il significato, il suono, la storia e l’identità primordiale delle Radici. E chi ascolta, si ritrova immerso nell’antica cultura, sospesa e tangibile nel tempo presente.

Civitates Barbariae” si farà ascoltare in armonie nuove, che sanno di radice, strumenti arcaici, voci gutturali di “Tenore” e, immancabile la Voce Femminile.

Il femminino è il principale elemento conduttore del Progetto, in quanto la sacralità della Donna nella cultura della Sardegna, è indiscussa tutt’ora. Ed’è per questo che “Civitates Barbariae” è un lavoro epocale. Testimonianza di storia per la storia. Non è solo Musica; costruisce e unisce la storia antica con la storia attuale. E forse incarna il detto, “se non sai da dove vieni, non sai dove vai”(…)

La Voce Femminile, in questo Concept, è in connubio perfetto con gli strumenti tradizionali e contemporanei (tamburinu, pipiolu, triangulu, corno tumborro, timpanu, campanacci, basso e batteria); connubio rivelatore di “da dove vieni”.

Quasi a voler mettere in scena una Alleanza con le Radici, di veritiera maestà poetica, colpevole di inquietudine e lamento, per i cambiamenti materiali ed immateriali, che i nostri antenati sono stati in grado di affrontare; non come soldati. Ma da veri Guerrieri.

Ergo, tramandare l’esempio, a chi vuole Conoscere. E ricordare. E Imitare.

Saranno ospiti in diretta “bocca – orecchio” Mauro e Natascia; in raccont’arte di quasi tutti i segreti, nella ricerca della Musica degli Iliensens.

E forse uno potrebbe essere questo:

Quando il basso elettrico (nato negli USA, su intuizione dell’Ing. Leo Fender, intorno agli anni 50) del XX secolo, incontra il canto corale sardo, quello originario della cultura pastorale e risalente addirittura, all’epoca precedente la nascita di Cristo, quale Effetto Sonoro potrà mai Produrre?” (…).

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