I live che sono tristemente ricordati per gli incidenti

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Nei concerti bisogna saper valutare diversi fattori per evitare incidenti, ma dobbiamo tenere conto che quando il sound e la calca diventano pesanti anche per il fan più agguerrito il tutto diventa un incubo. Nei concerti non solo l’esaltazione più sfrenata può creare problemi ma anche gli errori organizzativi  e le misure di sicurezza inappropriate possono creare pericoli. Nella storia del rock vi sono alcuni live che sono tristemente ricordati per gli incidenti che purtroppo li hanno segnati.

IL 20 agosto 1988: i Guns N’ Roses  si esibirono al Monsters of Rock Festival in Inghilterra. Al concerto vi erano più di 100.000 spettatori che  stavano assistendo e che non si resero conto  che 2 persone erano state travolte e calpestate a morte. Il frontman  Axl Rose dal palco invitò il pubblico a calmarsi per acconsentire  a tutti di assistere al  concerto senza pericoli; la sicurezza, per paura che l’ambiente diventasse  troppo pericoloso, fermò il concerto della band, anche se oramai l’incidente era accaduto. Ma le sventure della band non finiscono qui: infatti, il 2 luglio 1991, la band era nei pressi di  St. Louis per presentare il loro Use Your Illusion Tour, da premettere che  il clima era piuttosto teso tra gli spettatori  e anche tra i  membri della band serpeggiava una certa tensione nervosa. Ma come si sa in queste situazioni il diavolo ci mette la coda infatti  a  peggiorare di più la situazione vi era  un gruppo di motociclisti appartenenti ai  Saddle Tramps, che si posizionarono sotto il palco sfidando a turno sia i fans che la band con frasi ingiuriose. Uno dei motociclisti in segno di sfida arrivò a consegnare il proprio biglietto da visita: un gesto di scherno per far capire al frontman con chi avesse a che fare. Ma non fu solo questo: lo scherno continuò quando lo stesso componente dei motociclisti gli sventolò davanti una macchina fotografica, un oggetto proibito ai concerti del gruppo, perché infastidiva Axl Rose. Il frontman non reagendo piu alle provocazioni si ritirò con la band dietro le quinte lasciando che in sala iniziasse una rissa. Pochi minuti dopo si convinse a tornare sul palco, ma era  troppo tardi: la rissa era degenerata  e la folla stava danneggiando la sala concerti e gli strumenti per ingentissimi. Per fortuna, non ci furono morti, ma danni materiali e feriti rovinarono definitivamente il concerto.

Andiamo nel nord della California dove il 6 dicembre 1969  si tenne il  festival Altamont Free Concert: a questo concerto era presente il giovane diciottenne afroamericano Meredith Curly Hunter Jr. assieme ad altre 300.000 persone. Purtroppo prima del concerto 2 persone furono investite da un pirata della strada mentre un’altra annegò in un canale d’irrigazione: la causa fu attribuita ad un trip di Lsd finito male. Ma ritorniamo al concerto dove si esibirono  i Santana, i Jefferson Airplane, i Flying Burrito Brothers, Crosby, Stills, Nash & Young e, verso la fine,  i Rolling Stones. Il giovane Meredith perse la vita durante l’esibizione dei Rolling Stones perché cercò di avvicinarsi al palco ma venne fermato più volte dalla sicurezza fornita da alcuni membri del club motociclistico degli Hells Angels,  in cambio di birra. Quel giorno vi era un clima teso e alcolico che scaldava gli animi cosi quando il giovane tentò nuovamente di avvicinarsi al palco scoppiò una rissa. Il giovane estrasse una pistola che aveva per difesa ma un componente della sicurezza lo accoltellò: testimoni dichiararono che era in preda a uno stato d’ira provocato forse dall’assunzione di droga.

Dalla California andiamo in italia esattamente a Milano allo stadio Vigorelli dove il 5 luglio 1971 si svolse  una tappa del Cantagiro un festival on the road che ospitava anche star internazionali del calibro di Aretha Franklin e Charles Aznavour, e per l’edizione del 1971 era prevista la partecipazione anche dei Led Zeppelin, uno dei gruppi stranieri in auge del momento. Durante lo svolgimento del concerto la tensione divenne pesante e prima dei Led Zeppelin si erano esibiti altri ospiti. Purtroppo questa attesa non fece stare i fans dei Led Zeppelin a proprio agio con gli altri fans e così iniziò una enorme dimostrazione di fischi insofferenti agli artisti che erano sul palco, alcuni dei quali  visto il dissenso del pubblico non si esibirono. Inoltre mentre gli artisti erano sul palco, vi furono alcuni scontri fra pubblico e polizia, con lancio di fumogeni sulla folla.  Il concerto venne sospeso subito  ma la situazione degenerò generando dei feriti e dei disagi. Per i Led Zeppelin fu una esperienza negativa che li portò da non tornare più in Italia.

Dall’Italia andiamo nei paesi freddi per esattezza a Roskilde posta a 30 km da Copenaghen, qui il  30 giugno 2000 si è svolto il  Roskilde Festival e tra gli ospiti del festival danese c’erano i Pearl Jam che si esibirono di fronte a circa 50.000 persone. Doveva essere un evento tranquillo ma si trasformò in tragedia a causa del terreno fangoso e poco praticabile per le abbondanti piogge. Questa situazione causò lo scivolamento di alcune persone a terra  nelle prime file. La band non si accorse di nulla e continuò a suonare e anche il pubblico continuò a spingere in avanti per farsi spazio senza accorgersi che le prime file venivano schiacciate dalla folla: 9 giovanissimi ragazzi persero la vita senza che nessuno se ne rendesse conto. L’accaduto segnò la band profondamente tanto da mettere  in discussione la propria carriera e non riuscirono più a lavorare come prima. Inoltre la  band di Seattle dedicò un brano all’accaduto: Love Boat Captain, contenuto nell’album del 2002 Riot Act, nel quale le vittime dell’accaduto vengono ricordate nei versi: “Lost 9 friends we’ll never know, 2 years ago today”.

Il viaggio nei concerti continua. Arriviamo a Cincinnati esattamente il 3 dicembre 1979 dove un malinteso trasformò la situazione in tragedia. Quel giorno a Cincinnati si esibivano gli Who . Alle porte dell’arena gli spettatori aspettavano con impazienza l’apertura delle porte e i posti non erano numerati pertanto i primi avrebbero preso i posti migliori. Ma la tensione salì alle stelle quando le porte non vennero aperte ad orario e quando fu eseguito il soundcheck della band, facendo credere a chi sta fuori che il concerto fosse già iniziato. Dopo tanta attesa due delle porte  d’entrata dell’arena vennero aperte e gli spettatori iniziarono ad affluire all’interno, mentre quelli che si trovavano di fronte a delle porte chiuse iniziarono a spingere per cercare di entrare. Ma a peggiorare le cose fu l’arrivo di altri suoni che provenivano dall’interno facendo credere che realmente il concerto fosse iniziato.  Nella calca, 11 persone persero la vita per asfissia, mentre altre 26 furono ferite. Alla band non fu detto niente dell’accaduto fino alla fine del concerto perché si temeva che se il concerto non fosse stato fatto le conseguenze sarebbero state gravi.