Come spiegare ad un bambino un fatto di cronaca.

15

Sono sempre di più le notizie di cronaca nera che occupano le prime pagine di giornali e gli spazi televisivi. Ultimamente sembrano aumentare quelle riguardanti omicidi che hanno come vittime i bambini e per carnefici i genitori.

Una volta la domanda spinosa cui rispondere era “come nascono i bambini”, ultimamente aumenta la preoccupazione di spiegare “come si uccidono i bambini”. E’ giusto trattare questi argomenti con i bambini? Se si, in che modo possiamo farlo?

Alcuni psicologi hanno affermato che occorre tenere in considerazione due aspetti:

PRIMO ASPETTO: innanzitutto i genitori dovrebbero interrogarsi se hanno un rapporto con i propri bambini tale per cui i bambini stessi farebbero delle domande su questi temi. In linea di massima si può parlare quasi di qualunque cosa insieme a loro purché si abbia in famiglia la consuetudine di farlo. Se questa consuetudine esiste sarà il bambino stesso a mettere il genitore sulla giusta strada per affrontare il tema.
SECONDO ASPETTO: appare fondamentale riuscire a rispettare quelle che sono le difese naturali di un bambino, che se è pronto a ricevere una risposta formula una domanda, se non è pronto a ricevere una risposta non formula la domanda, il bambino chiede solo se ha l’impressione che è permesso chiedere.

Oggi con la televisione i bambini non fanno domande ma le informazioni vengono loro fornite lo stesso.
Per questo è importante non lasciare il bambino in giro per casa da solo con i genitori assenti che non si accorgono dei figli con gli occhi sgranati davanti alla tv. E’ importante sapere che il bambino capisce e cattura le informazioni, anche quelle del telegiornale. L’idea che il bambino non capisca niente non deve essere considerata. Nel momento in cui siamo davanti alla televisione possiamo guardare nostro figlio e vedere se è interessato ad avere una conversazione e chiedergli se sa cosa vuol dire quello che sta ascoltando.
Se il bambino risponde di no possiamo accettare il suo no.
Una regola è che i bambini tornano a chiedere quando è meno opportuno, quando magari stiamo uscendo e talvolta gli si dice che la sera al nostro rientro gli spieghiamo il tutto e dobbiamo essere di parola, è un fatto di credibilità del rapporto.
Una delle domande più frequenti è “Perché una mamma uccide il proprio figlio?”. Potremmo dirgli ad esempio che forse quella mamma in quel momento aveva qualcosa per la testa e non si è accorta di quello che stava facendo. Potremmo dire che talvolta anche al bambino capita di distrarsi e di cadere dal seggiolone. E’ sbagliato dire hai bambini che è colpa sua se una madre si è arrabbiata ma bisogna anche assumersi la responsabilità e la libertà di avere dei vissuti negativi.

Dunque si deve dir loro che capitano anche cose terribili come femminicidi e omicidi e al tempo stesso dire loro che ci sono individui che hanno avuto un’educazione sbagliata e che sono portati a commettere gesti terribili. Mentre da un lato si spiega loro razionalmente ciò che accade, dall’altro è bene evitare che si lascino plasmare dalla televisione che come diceva Popper, è una cattiva maestra: basta guardarla per capire che è piena di crimini e sesso, cose che non giovano alla formazione di un bambino.

 

 

Commenti

commenti