CLAUDIO E DIANA IN USCITA IL LORO LIBRO

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Sì, ma il lavoro vero? In uscita il nuovo libro di Claudio e Diana

La coppia di musicisti professionisti salernitani lo presenterà l’11 maggio a Mercato San Severino

« Siamo Claudio e Diana; insieme da 39 anni, musicisti professionisti da 35 e la nostra è stata una vita incredibilmente fortunata, per molteplici motivi: la fortuna di esserci incontrati, di esserci riconosciuti ed aver capito che eravamo fatti per restare insieme; la fortuna di amare la musica, entrambi, al disopra di tutto, la fortuna di credere che potesse essere lei la nostra compagna di vita, la fortuna di non aver mollato mai questa idea, la fortuna di non aver ceduto alle sirene del ‘posto fisso’, la fortuna di averla vissuta insieme, fin qui, questa vita meravigliosa! ».

Inizia così Sì, ma il lavoro vero?, il libro che Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, coppia di musicisti professionisti salernitani, affiatatissimi, nel lavoro e nella vita, hanno scritto a quattro mani, dedicandolo « a chi ha un sogno, a chi lotta per il suo sogno, a chi la vita la vede a colori, a chi cade e si rialza, a chi non vede la porta che si chiude, ma il portone che si apre, a chi non si arrende mai, a chi aspetta il sole che sorga, perché il sole sorge sempre, a chi non ha paura di credere in sé stesso. A chi il suo sogno non ha potuto realizzarlo ».

Il testo, un piacevole e grazioso libriccino da leggere tutto d’un fiato, sarà presentato l’11 maggio prossimo presso la Sala Confalone del Comune di Mercato San Severino, in provincia di Salerno. 

« Vuole essere un intimo viaggio nei nostri primi 35 anni di attività, partendo da un quesito che capita ci facciano quando ci chiedono quale sia il nostro lavoro. Alla risposta: “Musicisti”, segue la domanda “Sì, ma il lavoro vero?”. Da qui, l’idea di mettere su carta il dono prezioso che ci siamo fatti, ovvero di vivere di musica, senza ripensamenti né rimpianti. È la storia di chi, pieno di sogni, si è svegliato per poterli realizzare; di due giovanissimi che hanno avuto la fortuna di incontrarsi, di due strade che si sono unite, su binari paralleli, viaggiando sempre verso la stessa meta. Anni di sacrifici, viaggi, lavoro, studio; anni di obiettivi raggiunti, che neanche noi, inguaribili ottimisti, pensavamo potessero arrivare».

La prefazione, a cura di Catena Fiorello, illustra in modo semplice e chiaro il lungo percorso professionale ed umano della coppia: « “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita”. Lo diceva Confucio, ed è ciò che è accaduto a Claudio e Diana. Il lavoro è l’applicazione di un’energia al conseguimento di un fine determinato; dunque, il fatto di vivere facendo ciò che si ama fare, non deve indurre a non considerare quel lavoro un impegno. Un impegno che richiede serietà, dedizione, fatica. Abbattere il pregiudizio di chi considera la musica, ma le arti in genere, una seconda attività, un hobby, un passatempo, è talvolta faticoso. A partire dalle famiglie che cercano di indirizzare i propri figli, credendo di farlo per il loro bene, verso un lavoro sicuro: ‘il posto fisso’, mortificandone le attitudini e soprattutto i sogni. Va da sé che non tutti hanno un talento tale per il quale vale la pena di sfatare tale pregiudizio. Vivere di musica, di arte, come tutte le attività in proprio, richiede, a parte la vocazione, il doppio dell’impegno. Le tutele sono poche, il lavoro devi costruirlo con le tue mani, costruirlo e custodirlo. Per far sì che quella passione sia al centro della tua vita per sempre, deve diventare una ‘magnifica’ ossessione. Ennio Morricone diceva che lo consideravano scostante, perché spesso assente, ma lui diceva “Non ero assente, è che nella mia testa c’erano sempre le note, loro erano sempre con me”. Ecco, questo hanno fatto Claudio e Diana, con caparbietà, costanza, tenacia, perseveranza, e una valanga di sogni: della loro passione un lavoro, o meglio del loro lavoro una travolgente passione ».

Sì, ma il lavoro vero? racchiude pensieri che fanno bene al cuore, incoraggiando tutti coloro che hanno dei sogni a perseguirli fino in fondo, al di là degli ostacoli che, inevitabilmente, si presenteranno lungo il cammino. « Non ci siamo mai arresi ai no, alle porte chiuse; quelli sono stati stimoli di cui siamo grati, perché ci hanno fatto capire che dovevamo insistere, continuare, più convinti e carichi di prima, per dimostrare che potevamo arrivare lì dove ci eravamo prefissati, a noi stessi, innanzitutto, e a chi credeva che non fosse possibile, poi. Ma siamo anche convinti che un solo sogno da realizzare non può bastare: devono essere tanti, con ambizioni sempre maggiori, perché i sogni mantengono vivi, sono il sale della vita, sono la vita. E perché il miglior modo per predire il futuro, è crearlo ».

Non resta che attendere l’11 maggio prossimo; una data che già si preannuncia essere emozionante, a ritmo di musica, sulle note del cuore.

Di Teresa Lanna