Antonello Serra Civiltà Invisibili Atramentum Contemplazione in Arte.

359

Sardegna Mater: civiltà parte parte della storia del Megalitismo, e non è seconda a nessuno nel mondo.

L’uso dellossidiana, l’oro nero del mesolitico, ritrovata per la prima volta sul Monte Arci, nell’oristanese, segna l’inizio della storia che parla di Dolmen e Menhir (ad uso tombale), circoli megalitici (ad uso funerario ma anche astrologico) e Domus de Janas (case delle fate).

La pur suggestiva Stonehenge non è nulla in confronto alla quantità e qualità de is perdas fittas (le pietre fitte: menhir). Grandi blocchi di pietra di forma generalmente allungata, che possono presentare questa forma sia al naturale sia in seguito ad azione umana tendente a regolarizzare la morfologia dei blocchi, che poi possono essere eretti singolarmente o in allineamenti. È il caso, in Sardegna, dell’allineamento di Pranu Mutteddu a Goni che accompagna la necropoli di tombe a circolo, che vanta una perfetta conservazione, seppur trascorsi cinquemila anni.

E non sono solo cumuli di pietre. In questi posti si respira l’Origine Mater, come se fosse possibile, udire l’invisibile che ancora permane in questi luoghi, definiti sacri e di culto, e ancora la loro funzione non è del tutto chiara agli archeologi. Custodiscono un Mistero che solo andando in loco, se non lo sai, si può intuire. Difficile poi da spiegare. Spesso venivano costruite con un preciso orientamento astronomico e delimitate da cerchi in pietra evidenziando la sacralità di questi luoghi utilizzati per praticare funzione religiosa.

Tra i Dolmen,Sa Coveccada, situato a Mores in provincia di Sassari, è tra le più importanti costruzioni megalitiche di questo tipo in tutta l’area mediterranea, con un’altezza invidiabile di circa 2,70 metri.

I Menhir, diffusi in tutta Europa, e non solo, a partire dal neolitico, sono invece dei monoliti di forma allungata di grandi dimensioni conficcati verticalmente nel terreno e spesso organizzati in lunghi allineamenti o distribuiti in singoli elementi. In lingua sarda vengono comunemente chiamati “perdas litteradas“, ovvero “pietre letterate” con un probabile riferimento alle incisioni che molti di questi monumenti presentano, come nel caso dei menhirs di Laconi. La loro funzione non è del tutto chiara, spesso situati in corrispondenza di tombe come probabili simboli religiosi o disposti in luoghi isolati, utilizzati forse come sistema di orientamento.

L’area archeologica di Pranu Muttedu, a Goni a circa trenta minuti da Cagliari, vanta la più alta concentrazione di Menhir con circa 60 monoliti variamente distribuiti in un’area di circa 200 mila metri quadri. Ad oggi resta ed è una delle più importanti civiltà del Mediterraneo occidentale.

Oltre alle caratteristiche costruzioni nuragiche (settemila e oggi patrimonio dell’Unesco) la civiltà degli antichi sardi ha prodotto altri monumenti come i caratteristici templi dell’acqua sacra, le tombe dei giganti, le enigmatiche sculture in arenaria di Mont’e Prama e delle particolari statuine in bronzo (…)

Segni di testimonianza che sempre e da sempre ri-chiamano i figli sardi, sparsi nel mondo. Quando sai di non sapere, e ti affidi all’intuizione, riesci a manifestare Genius Loci, ovunque tu sia, Sardo nel mondo. Artista in questione, nella puntata di lunedì 9 dicembre, su Italy Web Radio, dalle 18.30, è Antonello Serra, che racconterà la Sua esperienza di richiamo al Mistero Sardo dell’origine: La PortaD’Ora, raccont’Arte di Sardegna in Musica, porta a scoprire questa Anima Sarda, che rappresenta la Sardegna nel mondo; sentiremo dalla sua Voce come sia arrivato a battezzare la Mater in ‘Infrusiadas’.

Dalle sue innumerevoli e meritevoli onori d’Opere, si evince la profonda conoscenza delle radici, e l’apertura verso un futuro d’arte, sociologico e culturale che lo vede creare in Simboli e particolari materiali, per condurre una Comunicazione dall’ignoto, al visibile, in un itinerario attivo per chi usufruisce di questa ‘Grande Bellezza’, come un viaggio di ‘Destinazione Paradiso’. E solo chi trova al suo interno può creare in cinestesico impatto.

Altresì tale itinerario è una vera è propria lezione di storia, e di phatos, per dare corpo alle

‘Civiltà Invisibili’, quelle che, anche se non si vedono più, non è detto che non esistano. E quando persone sensibili si avvicinano al Cuore di Terra Antica Sarda lasipuòrespirare.(…).

Antonello Serra, di cui suo grande maestro d’ispirazione è Salvador Dalì, ne fa già un Artista atipico, non commerciale, che crede con tutto se stesso in ciò che fa, non solo per informare ma per comunicare; e già si sa, per comunicare, devi aver imparato ad A S C O L T A R E.

Cosa Lui ascolta lo rivelerà al microfono della PortaD’Ora; perchè ha tutto un altro sapore, quando a raccontare, è il Creatore stesso.

Nel Suo progetto Civiltà Invisibili ha utilizzato volontariamente materiale povero, ma molto espressivo: la juta grezza e i sacchi adoperati dai contadini, nonché terre raccolte appositamente in Sardegna, nelle zone nuragiche, argille, sabbie, pigmento colorati, legni, ecc.. Il leit motiv che dipinge in ritmata ripetizione, non è casuale, ma voluta, lo vede usare le corna del Dio Toro, segni e tracce, graffiti e scritture nuragiche, conditi da colori da ‘richiamo sardo’.

In edonistico assenso, partecipa ad Atramentum_ Contemplazione in Arte; Evento che unisce in collaborazione, molti artisti sardi, in Pittura, Musica, Fotografia, nella location in Cagliari, anch’essa già opera d’arte di per se, in quanto Chiesa Monumentale del 1300, di Santa Chiara. Ogni giorno, dalle 18 si potrà accedere guidati da Musica opera d’arte idem, in quanto Colonna Sonora Originale ed inedita in connubio dei passi tra le Opere esposte. Atramentum sarà usufruibile dal 20 al 30 dicembre, quale Dono alla Mater Sardegna.

La Presenza di Antonello Serra e delle sue Opere in Atramentum arricchirà in fierezza, ogni sardo che vorrà esplorare e conoscere quanto ogni artista, prima di offrire la sua Opera, lavori dentro e fuori di sé; all’inaugurazione del 20 dicembre, alle 18, il curatore dell’evento, Antonio Rutilio e la critica d’arte Erica Olmetto, daranno modo agli artisti di essere più vicini al pubblico, anche di persona, infatti saranno Loro stessi a raccontare gli ingredienti e la preparazione per Atramentum. Ricominciare a dar valore ai valori dell’Arte e della Bellezza, la stessa che i nostri antenati non hanno mai smesso di trasmettere; e ogni artista è come una specie in estinzione , va protetto e va sostenuto; comprare arte, significa che gli artisti potranno continuare a creare per noi tutti. Per la Grande bellezza che nutre l’anima.

E’ maestria poetica quella di Antonello Serra; Maestria che lo rende un Sardo Artista dalla Comunicazione atavica e attuale. Perfetto in Atramentum_ Contemplazione in Arte.

Rapito da ciò che Egli vede; e che forse, non vedono tutti.