Amanacco_Natale_La lettera dei 100 anni

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AlmanaccoNatale_di Anastasya

 La letterina a Babbo Natale scritta più di “cento” anni fa…

Circa 18/20 anni fa, Peter Mattaliano, si trasferì a New York, in una casa che agli inizi del secolo scorso, parliamo del 1905/1907, era abitata da una famiglia di immigrati irlandesi, Patrick ed Esther McGann, e i due figli, Mary e Alfred.

I periodi invernali, a New York, sono freddi: da dicembre a febbraio la temperatura media è appena sopra lo zero, ma le ondate di freddo, in cui le temperature scendono tra i -10 °C e -15 °C, non sono rare. Quindi è giustificato accendere il camino di casa per stemperare il gelo che, durante le ore pomeridiane, inizia a farsi sentire dentro le mura.

Questo è ciò che ha sempre fatto e pensato Peter. E non si preoccupava di riempire di tronchi il grande camino per far sviluppare al meglio le fiamme, la casa era grande, quindi doveva arrivare in ogni zona lontana fin quando, magari più avanti e con un gruzzolo maggiore, avrebbe fatto installare un altro tipo di riscaldamento in tutte le stanze.

Di anno in anno, il camino del grande soggiorno veniva pulito e messo in funzione.

Ma, nel 2015, non potendo usufruire dell’operaio solito, perché a casa malato, Peter decise di fare da sé.

Munito di tutto l’occorrente e, di sana pazienza, si dedicò a quel nero e polveroso compito già dalle prime ore del mattino. Era tranquillo perché domenica, giorno di riposo; anche per chi come lui, che lavorava nel mondo del cinema come sceneggiatore, non sempre veniva considerato tale.

Il Natale era vicino ormai e non si perse d’animo quando si spinse fino alla canna fumaria, su, sino in cima, girando e rigirando il lungo stelo di ferro che gli consentiva di ruotare la spazzola, costruita con materiali idonei ad asportare e smaltire la fuliggine, pur senza intaccare la struttura e la funzionalità della canna fumaria.

Il fondo del camino venne sommerso dalla cenere e dal carbone che si era depositato negli spazi della canna fumaria, impolverando i mobili del soggiorno precedentemente, e intelligentemente, ricoperti da lenzuola vecchie. Soddisfatto per il lavoro svolto e avendo appurato che nient’altro sarebbe sceso dalla canna, Peter ammirò il lavoro guardandosi attorno nella stanza, valutando che ci avrebbe messo più tempo a pulire tutto quel macello, che l’aver pulito il camino.

Col piede, scansò un po’ di carbone da quell’ammasso scuro sparso a metà fra il camino e il soggiorno bloccandosi di colpo.

Qualcosa, lì, in mezzo, aveva attirato la sua attenzione e senza paura di sporcarsi ulteriormente, con le mani spoglie dei guanti, con cautela spostò la fuliggine per estrarne un foglio di carta.

La cosa che principalmente lo colpì, era che la carta non presentava alcuna bruciatura, pur essendo piegata in due, perché composta da due fogli, e ingiallita dal tempo o dai fumi del camino, nessuna zona pareva aver subito la scottatura delle, pur più piccole, scintille.

Con gli indumenti sporchi, e le mani anche peggio, si sedette sul divano dando a quel pezzo di carta una maggiore attenzione.

Le lettere erano datate tra il 1905 e il 1907, scritta da giovani mani, da due fratellini ad essere precisi: Alfred e Mary McGann, di anni 6 e 9. Le lettere erano indirizzate a Santa Claus, e ne conservavano i loro desideri per Natale.

La stretta al cuore, che le lettere provocarono a Peter, era dovuta al messaggio ricco di pace, di amore e fratellanza che i due bambini esprimevano e che nemmeno 100 anni dopo, perdevano tale forza di pensiero.

La prima lettera è di Mary, che pur provenendo da una famiglia povera, non si riserva nel chiedere regali anche per gli altri, soprattutto per i poveri come loro: “Ti prego non dimenticarti dei poveri”, aveva scritto alla fine della missiva.

“Caro Babbo Natale, sono molto contenta che stai arrivando stasera”, aveva scritto, chiedendo doni per lei e il suo fratellino più piccolo, precisando: “una macchinina, che so che non puoi permettertela, perciò ti chiedo di portargli qualunque cosa pensi sia meglio per lui”.

Nella letterina scritta da Alfred, il bambino chiede un tamburo e altri doni molto semplici.

Questa storia ha incuriosito Peter Mattaliano, originario di una famiglia di immigrati anch’egli, che ha così iniziato a fare delle ricerche sugli antichi inquilini di quella casa.

Scoprendo una triste storia:

il signor McGann, padre di Alfred e Mary, era morto nel 1904 lasciando i due figli e la moglie vedova.

Con l’aiuto degli archivi e di alcuni ricercatori del New York Times, Peter Mattaliano ha scoperto anche che, i due bambini, una volta raggiunti l’età matura, hanno lavorato. Mary come stenografa e Alfred in una copisteria. Entambi si sono sposati senza però avere figli e sono morti negli anni Ottanta nel Queens.

Essendo sceneggiatore, questa storia ha ispirato molto Peter, tanto che, tutt’ora, cerca finanziatori che investano nel suo progetto, creare un film su di loro.

Il New York Times dichiara: “questo film, diventerà un messaggio utile a infondere generosità e speranza negli altri, una sorta di testamento di umili immigrati di New York”.

Anastasya