Uomo e donna due modi diversi di vedere il mondo

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Il terzo articolo che nasce dalla collaborazione tra due clown diversi ma con anime molto simili.

Di Lorenzo e Elisabetta

Dopo aver visto questo disegno sono nati in me 1000 emozioni contrastanti ed ho pensato di confrontarmi con Elisabetta per avere il suo punto di vista. Un confronto tra emozioni. Qui non vogliamo entrare nell’enigma del giusto o sbagliato e nemmeno vogliamo innescare scontri selvaggi di opinioni o di opinioni selvagge. Il mio bisogno è quello di descrivere cosa mi provoca a livello emozionale un’ immagine del genere e forse vi sembrerà strano ma esternalizzando dal contesto dell’immigrazione io qua percepisco la più alta immagine di amore tra madre e figlio, due cuori stretti nella vita e nella morte. Una madre che protegge la sua creatura fino alla fine, lo spirito di sopravvivenza poteva portarla ad abbandonare il bambino e provare a salvarsi ma lei no lei è una mamma che stringe il suo bambino e gli dona il suo ultimo respiro. Un immagine nobile di quello che è l’amore eterno di una madre e di un figlio. Stretti l’uno nelle braccia dell’altro e lì la paura non arriva, notate il sorriso della madre che sembra dire non ti preoccupare siamo insieme e finché sei tra le mie braccia nessuno potrà farti del male. La vita sa essere ingiusta, crudele ma l’amore ripaga del dolore e se conosci questo amore anche se per poco puoi dire che la tua vita ha avuto un senso. Vicini nella vita e stretti nella morte, un amore che mai nessuno potrà separare.
“Le braccia di una madre sono più comode di quelle di chiunque altro”.
Cit. Principessa Diana

Ci sono donne e DONNE,uomini e UOMINI, madri e MADRI, padri e PADRI, amici e AMICI … la MADRE si getta tra le onde stringendo a sé un figlio, non suo figlio, ma il figlio del mondo, figlio è la creatura donata alla luce, inconsapevole creatura data al mondo senza che ne avesse scelta!la MADRE nel gettarsi tra le onde non chiude gli occhi, li tiene aperti, il sale le punge le pupille ma lei non li chiude, guarda intorno e cerca un appiglio, un appiglio di salvezza per quel figlio, quel figlio che è la prosecuzione di lei, la prosecuzione di quella promessa che facciamo nelle fiabe con “e vissero felici e contenti”!E se non posso garantirti che vivrai felice e contento figlio mio, perché non ci sarò, ora mi attacco all’ultimo spiraglio delle mie forze per farti sopravvivere a me! E la bocca non la tiene chiusa, non conta che l’acqua le arriva fino alla gola,che l’amaro del sale e della morte, che si avvicina, le fanno bruciare la lingua, lei continua a parlare, a dirgli “va tutto bene” e non è una bugia, perché il bene sta in quel tentativo estremo e disperato di salvarlo! Ma i loro corpi scendono negli abissi, nessun filo li tiene legati alla vita, ma lei quelle braccia non le apre, anzi le stringe ancora di più, le sue dita sono rigide, tese, come una morsa, neanche la morte può entrare in quell’abbraccio, in quell’abbraccio vive la vita prima e dopo la vita, quel figlio quelle mani le sente come la più dolce delle carezze, il più leggero solletico, come tutte le volte che gli aveva stretto le mani per sottrarlo a un pericolo…non lo lascia neanche alla morte quel figlio, “se lo devi prendere lo prenderai con me, lo prenderai come parte di me”! E tra le bolle che lentamente non escono più dalle loro bocche, l’ultimo fiato è per cantare la ninna nanna a quel seme di futuro sradicato dalla terra, quelle manine che del mondo, che lei gli aveva provato ad offrire, non potrà provare a farne un posto migliore!Quell’abbraccio riporta il figlio nel suo grembo, cinge il suo corpo come cingeva la pancia in cui da idea quel figlio è diventato persona! Il battito di ciascuno rallenta, la MADRE cerca di renderli uno, di trasferire i suoi battiti a quel piccolo cuore, nell’estremo folle illusorio tentativo di ridargli ancora una volta la vita! L’ultima preghiera le pervade la mente: di non sentire il corpo del figlio abbandonare la vita, di spegnere il suo di MADRE anche solo un battito di ciglia prima, peggiore della morte è la morte di quel figlio, che tra le braccia vive il tradimento del mondo che gli aveva promesso di camminare nella vita almeno un po’, almeno il tempo di conoscere la felicità! La MADRE in quell’abbraccio disperato di dolcezza non può fargli vivere quella felicità promessa, ma gli fa vivere l’esperienza d’amore più assoluta, che ogni uomo non può ritrovare se non nell’abbraccio della MADRE.

Scritto a quattro mani da clown Lollo e da clown Frangetta

 

 

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