Elga Paoli introduce il suo nuovo Lavoro “Settembre” con il singolo “In Sogno (dormiamo la vita) ispirato e adattato da “Il libro dell’inquietudine” del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa

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Come sapete l’estate porta sempre delle novita’ discografiche , la casa leccese Dodicilune ci informa che “LA PIANISTA, CANTANTE E COMPOSITRICE ELGA PAOLI TORNA CON “IN SOGNO (DORMIAMO LA VITA)”. IN ATTESA DEL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO “SETTEMBRE”, PRODOTTO DA KOINÈ BY DODICILUNE, IL BRANO ESCE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E CON UN VIDEOCLIP SU YOUTUBE”

Alcune parole su Elga Paoli ….è una cantautrice “anomala”, un’artista dal percorso variegato e curioso. Inizia giovanissima ottenendo un contratto con la storica etichetta Rca. Si esibisce a teatro con Pandemonium e Gigi Proietti e, a soli vent’anni, approda al festival di Sanremo. Incide un disco mai uscito in cui si avvale della collaborazione di Roberto Gatto, Maurizio Gianmarco, Danilo Rea. Nel 1994 esce “Colpi di gonna” (Ala Bianca/CGD) dal quale Vincenzo Mollica seleziona “Ultimo ballo” come sigla della trasmissione Prisma in onda su Rai1. Nel corso della su a carriera si è esibita due volte al Premio Tenco, al Festival di Recanati, al Montreux Jazz Festival (come tastierista e vocalist nel gruppo di Tony Esposito), Controcanto e in numerosi locali italiani e internazionali incrociando la propria strada, tra gli altri, con Enrico Pierannunzi, John Taylor, Kenny Werner (in occasione dello stage a Siena Jazz), Stefano Battaglia. Figlia d’arte, il padre pianista e la madre cantante, diplomata in Piano jazz alla “Saint Louis College of music” e al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha nel cuore la musica di Coltrane, Baker, Evans, Jarrett. Dal 2010 avvia una collaborazione con l’etichetta pugliese Dodicilune con la quale produce due cd di inediti “Profumo di jazz” (2010) e “Il Lato Vulnerabile” (2016) e propone “You don’t know what love is”, brano eseguito in duetto con il sassof onista Gian Piero Lo Piccolo, inserito in “Hunger and love”, doppio cd tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday (2015). Nel novembre 2020 è uscito il singolo “Settembre”, tempo della riflessione e del ritorno, del ritorno a stessi, ma anche una metafora.

In attesa di “Settembre”, terzo progetto discografico in uscita per Koinè by Dodicilune, la pianista, cantante e compositrice Elga Paoli torna con “In sogno (Dormiamo la vita)”. Il nuovo singolo, distribuito da martedì 10 agosto su store e piattaforme on line da Believe Digital, è accompagnato da un videoclip disponibile su Youtube  realizzato da Ernesto D’Amico. Nel brano, liberamente ispirato e adattato da “Il libro dell’inquietudine” del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa, Elga Paoli (voce, pianoforte, composizione e arrangiamento) è affiancata da Francesco Puglisi (contrabbasso), Massimo Lamarra (oboe), Umberto Vitiello (voce e pe rcussioni) e Giovanna Famulari (violoncello). L’art work di copertina è di Cesare Maraboschi.

«”Tutte le creature che dormono sono nuovamente bambini”, scrive Fernando Pessoa (anzi fa scrivere al suo eteronimo Bernardo Soares) attribuendo allo stato del sonno una sacralità che ci rende tutti innocenti, in quanto viviamo in sogno quindi, inconsapevoli. In questo gioco di specchi tra vita e sogno si snodano meravigliose immagini oniriche, paesaggi tra il biancore del sole nascente di albe di notti insonni, di Lisbona», spiega Elga Paoli. «Ed è  appunto dal tema della relazione tra Vita e Sogno, tanto  caro a Pessoa, che prende forma l’idea di questo brano. Alcune frasi de “Il Libro dell’inquietudine”, riecheggiavano già in me “fatte canzone”, non ho dovuto far altro che appoggiare l e mani sul pianoforte ed iniziare a cantare. Poi ho coinvolto Umberto Vitiello che con la sua interpretazione e i suoi suoni ha apportato una magia speciale intrise di quella particolare saudade portoghese di cui Pessoa fu forse il maggior testimone letterario», prosegue. «Riagganciandomi anche al mio singolo precedente “Settembre” (che come questo sarà inserito nel prossimo album), direi che forse che la nostalgia verso la vita, nelle sue varie sfaccettature  in fondo è il Tema principale di tutto il Progetto tuttavia, io sento nella scrittura di Pessoa, nonostante tratti spesso del dolore del disadattamento dell anima e di una irrisolvibile inquietudine, qualcosa di solare, come una incontenibile spinta verso il vivere. “Non oso guardare le cose. Come continua questo sogno?”, si chiede il poeta ne “Il Marinaio”. E ce lo chiediamo anche noi. Nel brano ho voluto mantenere un’esposizione piuttosto rarefatta degli strumenti per rendere meglio il senso  di “sospensione “, usandol i un po come colori, come sprazzi di suono, cercando di seguire  anche  il senso del testo, inserendo oltre oltre al piano, al contrabbasso e alle percussioni anche violoncello ed oboe che si alternano e si fondono con delle linee, intorno al tema».