Luca Usai Chi sono io?

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L’Almanacco è un annuario curato visivamente, di maniacale scelta di parole ed approfondita d’oltre modo, ricerca di fonti.

Cagliari, capoluogo della Sardegna, è stata baciata dall’Intelligenza di Vittorio Scano, che ha dedicato alla sua città e alla Sardegna intera, tale pubblicazione annuale, dal 1965 fino a due anni fa, circa.

Alla sua ferma e risoluta, più che convinzione, che solo la Musica Classica è l’unica musica che possa definirsi, sentirsi, chiamare e chiamarsi con tale nome, Vittorio Scano affiancò alla pubblicazione dell’annuario, altro numero unico, dedicato soltanto alla Musica; o meglio dire, a ciò che per Lui sovraintendeva essere “La” Musica.

Au di tor ium, conteneva scoperte scrupolosamente catturate in fonti come l’Archivio di Stato, o Archivio storico della città, altresì interviste a solisti, gruppi, maestri ed orchestre che occupavano in quegli anni, un palcoscenico classico e lirico.

Con buona pace dei laudatores temporis acti, si evinse che per Cagliari, il boom delle grandi esecuzioni musicali, si collocava soprattutto nel secondo dopo guerra; articolandosi in cicli di sinfonia, da camera e operativo, Cagliari si inserì in un posto più che onorevole, per le città del suo rango in tal periodo.

Tale nutrimento per gli amatori d’Arte, finanzieri e varie SS LL, passò il testimone con più di mezzo secolo di carta, alla Biblioteca Comunale e di studi sardi, Mediatica di Cagliari (M.E.M.).

Questo passaggio è ancora in essere per mano dello stesso Vittorio Scano, e sarà patrimonio accessibile per le attuali generazioni e per le future; particolare interessante rileva che sono già due gli studenti universitari cagliaritani, ad aver dedicato la tesi a questo importante documento, carta d’identità storica regionale, che è l’Almanacco.

E negli anni sessanta poi, inizia a prendere vita la rete di telecomunicazione per e in tutto il mondo: internet. Informazione e cultura a portata di biberon e lodi da centodieci, senza barriere di classismo, razza, religione; erbivori e onnivori, etero e gay, e si potrebbe continuare all’infinito matematico, aprono finestra su questo mondo. E se Vittorio Scano ha rischiato la Sua Istruzione in una definizione classista, in nome della Sua Cultura, è anche vero che ha potuto farlo perchè le sue “radici culturali” gli hanno consentito flessibilità e sviluppo di una idea tutta sua, da offrire al mondo, seppur senza internet (che non ha mai voluto usare), sapendo discernere; evoluzione vuole che uso di internet dovrebbe essere fatto nutrendo in primis le proprie basi di Sapienza e Conoscenza, altrimenti è come un gran supermercato, in cui ti credi libero solo perchè sai scegliere la marca di un dentifricio, piuttosto che un’altra. L’esempio di Vittorio Scano, che ha passato il testimone, è un chiaro segnale per gli Artisti e i propulsori di Idee attuali.

Se non si nutre il Sapere di base, prestando attenzione a come risuonano dentro certi insegnamenti, come ad esempio quelli scolastici, che per quanto si possa pensare siano inutili, invece, non è affatto un caso che si stanno imparando, e prima o poi si vedrà il puzzle completo, il conseguente lascito del proprio fare (qualsiasi esso sia) sarà come quello di un rabdomante, che avanza “a caso” o di un venditore ambulante (non me ne si voglia), che con i suoi loop ti fa portare a casa cose, senza neanche sapere se realmente servono. Ed oggi, i venditori ambulanti, sono subliminalmente in ogni dove di internet, e se non sai cosa stai cercando, non potrai far altro che abboccare con la consapevolezza di un pesce (ma un pesce, sa di essere un pesce?).

Ad oggi Vittorio Scano, consegna un operato di indubbio valore culturale, intriso di “so cosa cercare e lo cerco”, “so chi sono e da dove vengo” e posso “dare”. Il Suo lascito è un anello di testimonianza e congiunzione, monito e Appello per altri Artisti. E per qualcuno che magari sta già attuando l’idea di creare un Auditorium/Almanacco(ndr) per quest’epoca di benedetta facilitazione con internet. Sfatando magari il paradosso che arte, creatività e soldi, siano finalmente associate, e in conseguente beneficio per etica e società.

La PortaD’Ora in questi articoli e successive interviste, per Raccont’Arte d’Amore per la Sardegna, in preparazione E(avv)ento “AtramenTuM: Contemplazione d’Arte” in Cagliari, dal 20 al 30 dicembre, continua a Dare spazio ad Artisti sardi, che sanno porsi silenziose domande, congiungendo la storia musicale dell’Isola, affinchè la tecnica (base/scolastica) acquisita sia Ingrediente Prezioso in cui l’Arte viene offerta, non a caso.

Lunedì 4 novembre dalle 18.30, su Italy Web Radio, la PortaD’Ora svelerà la Persona inusuale che si racconterà agli uditori: Luca Usai: (Chi sono io?).

Lui, è natio in città catalana chiamata Alghero; forse Alghero ha passato a Lui il testimone di Voce di questa città ad ambito turistica e di riviera corallo. Il suo percorso tecnico ed artistico, emana sapere di chi riconosce il valore delle proprie radici e fa sì che i passi respirano onore e tradizioni di musiche popolari, riuscendo anche a realizzare un Gruppo di ricerca, chiamato “Archè- Musiche Popolari”.

Cura ed impegno anche umanitario quindi, per questa singolare Anima incarnata nell’uomo di Luca Usai. Estende il suo amore di terra, all’intero Pianeta, offrendo ciò che di più caro crea: la Sua Musica; suona anche il piano e compone in progetti, come “Progetto MadreTerraProg”.

A parte evidenti elogi, è dall’età di 7 anni che non può smettere di fare “quello che fà”; E se sino ad oggi ha compiuto numerosi passi, sia con i Lux, suo gruppo che come solista, questi hanno già lasciato orme per entrare a far parte dell’Almanacco/Auditorium, con “quelli che possono lasciare il testimone”. Quelli che con le Parole nella Musica raccontano di un costante “lavoro su di sè”, come modalità prima, per creare ed offrire. Quelli che sanno beneficiare di internet e spogliano sentenze tipo: “la Vera Musica è quella Classica ed è udibile solo a teatro”. Aprono nuovi scenari, magari come il detto buddista: chi sa meditare, lo sa fare anche nelle fogne.

Chi sono io?

E già questo titolo lascia intuire la sostanza dei 5 brani che compongono questo EP; un titolo che apre mondi, in cui edonisticamente e volentieri, la PortaD’Ora farà varcare soglia, guidati dalla Voce narrante dell’autore Luca Usai.

Ognuno dei brani fa eco nel suo motto: ”Musiche e Parole dalla Vita in Su”; accomunati fra loro da un’Animica nudità; maschere in caduta libera e dal suono regnante della chitarra acustica.

Ognuno dei 5 titoli racconta una storia, nella stanza degli specchi, dove ritrovisempreunpezzettinodite.

Come quando un granello di sabbia, torna a casa; (ma se un granello di sabbia va via, il deserto se nè accorgerà?)

(…)

A un passo da te”, “Guru”, “La soluzione”, “Oltre l’illusione”, “Uniti&Diversi”: cinque i titoli, forse in risposta a “Chi sono io?” ?

E come sarebbe concedersi di ascoltare queste parole in LiveMusic?

Sicuramente da scoprire il 23 dicembre a Cagliari:

Luca Usai sarà ospite in Atramentum: Contemplazione d’Arte.

Offrirà agli uditori sorpresa e miracolo nella sua umiltà, seppur intrisa di forza e coraggio. E i cuori che ascolteranno, non saranno più gli stessi cuori di prima.

Siamo chiamati ad evolverci; e se una generazione di Almanacco/Auditorium è “andata in pensione”, non v’è dubbio alcuno che il percorso di Luca Usai, sarà inserito nel nuovo Almanacco/Auditorium della Sardegna, quale testimonianza attuale e esempio per artisti futuri.

Un Almanacco/Auditorium può e deve essere nutrimento per l’Arte. Non un nutrimento fine a se

stesso, che esalta le LL SS, mettendo in circolo una ricchezza per pochi, con pubblicità infinità.

La Conoscenza dell’Arte, infatti, non è per poche classi sociali!

La Conoscenza è per chi, omaggiando la tecnica da spazio alla ricerca, alla sperimentazione, alla scoperta in stupore vivo della (Ri)Evoluzione.

E soprattutto quando si offre qualcosa alle masse, qualcosa come l’Almanacco/Auditorium, bisognerebbe ricordarsi, che il Potere insito nelle parole d’Arte, è quello che influenza i pensieri, le emozioni e le azioni.

Ergo, sbagliando si sbaglia.

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