Luca Cocco La Rivolta del Creato Atramentum Contemplazione in Arte

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Il Femminino Materno Sardo, la Mater-ia, non può che (far) tornare alle Sue Radici.

Tutti gli esseri esistono connessi gli uni agli altri, in un unica Vita.

La Musica è Mater d’origne del creato, e porterà a sé, tutte le arti, e tutte le arti attingono dall’Origin(e)ale.

Esigenza primordiale, collocata alla comparsa dell’uomo, è stata quella di manifestare il ritmo, usando in primis il proprio corpo, i suoni gutturali,la Voce e la Parola in cinestesica armonia d’opera.Esattamente come si può osservare in un bambino piccolo, che non sa parlare, e…non ha Coscienza di sé.

Il rendere noto tale percorso ha fatto sì che questa esigenza primordiale, desse forma ai primi strumenti, quasi fosse azione, come il respirare, per nutrire il connubio inspezzabile con la mater-ia. Non vi è connotazione storica precisa ma, con buona pace dei laudatores temporis acti, si proseguì a catalogare strumenti e musica per ‘genere’, ad oggi in uso e sempre più ramificato.

In Europa, in un sito neanderthaliano di 40.000 anni fa, fù rinvenuto il flauto più antico del pianeta. La Sardegna, abitata sin da tempi estremamente remoti, testimonia con arti visive la cronologia degli strumenti: il cosiddetto ‘bronzetto del suonatore di Ittiri’ attesterebbe l’uso delle ‘launeddas’ fin dal 1200 a.c.; le launeddas sono che produce polifonia, costruito utilizzando diversi tipi di canne. (Il paese Sardo dei maestri di launeddas, dove si riforniscono da tutto il mondo, si trova nella suggestiva zona del Sarrabus-Gerrei : Villaputzu).

Altresì, nella mitologia di tutti i popoli, si trova lo ‘zuffolo’del pastore, oggi conosciuto con il nome di ‘piffaru’ (o ‘pipiolu’). L”organittu’ invece, risulta essere padre delle attuali fisarmoniche.

Geograficamente il cuore della Sardegna è la ‘Barbagia’, non a caso, Cuore Custode dei Suoni Ancestrali (…).

Tadasuni, poi, è uno dei piccoli borghi che circondano il lago Omodeo, il grande bacino artificiale formato dalla diga sul fiume Tirso, nell’entroterra oristanese. Qui il parroco-musicologo don Giovanni Dorer accolse nell’arco di mezzo secolo una poderosa collezione di antichi strumenti musicali appartenenti alla tradizione sarda: oltre 500 reperti che avrebbero costituito il più grande museo di questo genere sull’isola. Fino alla scomparsa di don Dore, avvenuta nel 2009, la collezione era effettivamente visitabile presso i locali della parrocchia che divennero meta di studiosi da tutto il mondo. A dimostrazione di quanto ci sarebbe ancora da fare per dare il giusto rilievo a questa preziosa arte sarda, dopo quel momento, e fino ad oggi, non è stato possibile allestire un vero museo, e del lavoro del sacerdote rimane soltanto un monumento davanti alla sua chiesetta. (…).

Dettaglio curioso di questa zona: le canne sarde hanno davvero qualcosa di speciale: non è un caso se i più grandi produttori internazionali di ance per strumenti musicali a fiato si riforniscono proprio qui. E non bisogna dimenticare che oltre ai loro impieghi musicali, le canne hanno rappresentato una materia prima importantissima per secoli, sia nell’edilizia che nell’artigianato tessile che nella costruzione di oggetti d’uso quotidiano, tanto che direi che si potrebbe parlare di una cultura e di una civiltà cresciuta attorno alla presenza di canne.

In raffinatezza di decoro d’Elegantia, la Sardegna offre un ventaglio di noti Artisti che portano avanti in quest’Opera di Mater-ia d’Origine e arte dimenticata, non smettendo di creare strumenti arcaici, come anello di congiunzione fra radice e modernità: Michele Loi, Sergio Balia, Raimondo Usai, Domenico Ciantra affermano che, più che un lavoro, è una vera e propria Missione per l’Ordine della Musica (dal caos all’ordine). (…).

Nella puntata di lunedì 16 dicembre, dalle 18.30, su Italy Web Radio, la PortaD’Ora, raccont’Arte di Sardegna in Musica, darà spazio a Luca Cocco, Artista, nonché musicista e pianista jazz.

Il Suo aspetto quasi mistico, senza peccato di sensazionalismo, lascia trasparire la sua innata Bellezza Artista, facendo parlare le mani sui tasti. Di per certo Comunicatore Visivo, e d’intuitiva creazione inedita, infatti il suo Progetto dal titolo: ‘La Rivolta del Creato’. Pare essere anch’egli, anello di congiunzione in questo Nuovo ordine Musicale, dove si adopera anche come insegnante.

Di risata cristallina e gioiosa, che non passa inosservata, in quanto anch’essa musica che arriva, intrisa di vera umiltà, da Cuore a Cuore: La C O M U N I C A Z I O N E più indelebile che esista.

Luca Cocco inizia a studiare in privato all’età di 11 anni presso l’associazione “il Pentagramma” e successivamente con Mauro Mulas affrontando lo studio pianoforte classico, jazz, teoria, armonia e solfeggio. Nel 2018 consegue la laurea in pianoforte jazz con Alessandro Di Liberto presso il Conservatorio di Cagliari con voto 110/110. Ma oltre, questi dettagli da ‘lista della spesa‘ sarà soprendente ascoltare da bocca sua a orecchio, come è nata questo Progetto e l’averlo battezzato con il nome ‘La Rivolta del Creato’.

Lui è un Musicista che NON puoi non andare ad ascoltare. Luca Cocco per gioisa sinestesia e cuore, sarà presente in Atramentum_ Contemplazione in Arte, in Cagliari, da 20 al 30 dicembre.

Il Suo concerto del 30 dicembre, alle 20 lo vedrà assieme a Enrico Locci alla batteria, contrabasso Emanuele La Barbera, Adriano Sarais alla Tromba, sassofono tenore Juri Deidda e per il sassofono contralto Giuseppe Murgia;

Potrebbe essere di preziosià UNICA, d’idea regalo, offrire qualcosa che il cuore terrà per sempre dentro.

Un buon modo per non far smettere alla Musica di esistere; per non far smettere agli Artisti di creare, per non fa smettere ai nostri cuori di battere VIVI.