Daniele Serpi Tramonto Invernale Musiche per Lettere D’Amore

341

Matriarcale per certo è l’aggettivo di un connubio perfetto con la Sardegna. Storicamente l’Isola sarda risulta essere la culla della più antica civiltà italiana, risalente al periodo post-diluviano. Tra il 6000 e il 1500 a.c., da ritrovamenti archeologici, si evince la Sacralità del Principio Femminile, come organizzazione comunitaria e religiosa. Dee, Deianas, Janas, Fadas, Donni di Fuora, sono cadauno nomi femminili che leggiamo e respiriamo nell’archeologia antica,e portate fino ad oggi con le Leggende Popolane.Si narra, ad esempio, che le Acabadòras accompagnano al trapasso della morte, abbreviando le dolorose agonie; ancora: 3 donne (una giovanissima, una matura ed una vecchia)svolgono assieme un rituale terapeutico con cerchi e croci. Le Fadas, poi, tessono la buona e la cattiva sorte su telai d’oro (…); alla Saggia Sibilla che abita con altre Janas, nella grotta del Carmelo, presso Ozieri, le viene attribuito il segreto della lievitazione del pane, e dei fermenti lattici. La Coga vampiresca fa rispettare la cura che viene data, e anche la giustizia. Al presente, tutta l’Isola è impregnata di storia, leggende, e mistero.

Sino alla forzata cristianizzazione, e conseguente colonizzazione, la Società Matriarcale funzionava alla Perfezione. Dalla miscela etnica post diluviana, si sviluppò infatti, una civiltà etica, morale e propulsiva, tutt’altro che chiusa!: dall’Isola salpavano navi che formarono una rete di comunicazione con la penisola, esportando arti, conoscenze, medicina, tecniche avanzate di costruzione, e una Visione Magica e Metafisica della Vita (…). Il destino di “eterna colonia”sfruttata e maltrattata di cui oggi s’ode l’eco, persino nell’economia, non ha cancellato le Origini Matriarcali e di Culto. Persino la vegetazione ha mantenuto il suo corale profumo resistendo alla violenza criminale e dolosa, degli incendi. Tamerici, zafferano, mirto, cisto, lentischio, eucalipto, filirea, ginepro, corbezzolo, pino, oleandro, querce da sughero, ulivi e olivastri decorano entroterra e costa in selvaggia bellezza. Matriarcale, anche se definito aggettivo, può benissimo appellarsi alla natura e sovraintendere l’aspetto animico di questa Terra Sarda. Forza pura, questa Terra! (Tutto quello che si riceve, anche se gli occhi non lo vedono, non significa che dobbiamo smettere di accoglierlo. E di ricordare). Anche quello che vediamo è intriso di invisibile musica; una verità che ri-conosci da dentro, o negli occhi di talune donne (si dice che le donne sarde, hanno lo sguardo “più bello” del pianeta!). Per i “ricercatori d’origine”, questo ha valore profondo, e lo trasmettono con il loro operato. Te ne accorgi, perchè vi è subito un impatto familiare, di stessa radice, Terra, o r i g i n e. Fierezza matriarcale è dunque negli Artisti che offrono in Musica sacralità di Forza, che abbracciano in modo d’essere, quello che più si avvicina ad esprimere l’Invisibile: la Musica.

Una di queste anime è incarnata in un capolavoro umano chiamato Daniele Serpi. Oltre la lista della spesa, o CV (ad honorem), Daniele Serpi, quando suona, comunica. Comunicare è diverso da informare (passerebbe solo un esecuzione perfetta in lode, e più); comunicando, il messaggio entra, in chi ascolta. Persino un orecchio distratto, non sarebbe immune al messaggio delle mani parlanti di Daniele sul pianoforte. Testuale sua parola, intrisa di un’atipica umiltà, dice che la Musica è il suo modo consono per parlare alle persone. E io aggiungo: alle anime.

Ma com’è il Linguaggio Invisibile con cui le anime comunicano?

Ascoltare Daniele, il Suo Intimo Mondo, quello del “piano- solo experience, è come l’avvolgimento sensoriale che si sente al cospetto di maestosità parlanti: gli Alberi. Nella Matriarcale Sardegna, terra natia di Daniele Serpi, esiste per la Gioia dei sensi tutti, un oasi di circa 13 ettari, S’Ortu Mannu, che come tasti di pianoforte, ha 700 ulivi secolari, innestati tra il 1300 e il 1600. Tasti che sanno cosa farti sentire, quando i passi contornano la terra nelle loro a(u)ree. 

Daniele Serpi ha sempre collaborato musicalmente come turnista, gregorio di altri artisti, colonna portante armonica, colui che non fa mai mancare l’appoggio e la sicurezza per cui collabora. Lavora come compositore e arrangiatore, e quindi, ancora una volta, dietro le quinte. Non ha mai avuto velleità di protagonismo (forse più che lecite per un compositore). Non si è mai esposto in prima fila, perchè, dice:” la mia musica è mia; è semplice, potrebbe essere anche banale, ma ho sempre avuto remore…però, da un po’ di tempo a questa parte…” (…).

Nella puntata di lunedì 11 novembre, on air dalle ore 18.30, su Italy Web Radio, la PortaD’Ora, raccont’Arte di Sardegna in Musica, dedicherà il prezioso tempo, a Daniele Serpi, per scintilla d’impatto matriarcale, forte e di straordinaria Bellezza, suscitata dentro, dalle note d’improvvisazione da lui scritte e composte. Tutto ciò acquisito da dietro le quinte, collaborando con artisti di spessore come la Voce Femminile di Maria Luisa Congiu (ambasciatrice della cultura sarda nel mondo) e con la quale ha recentemente suonato a Wolfsburg, in Germania, niente poco di meno che al Circolo degli emigrati sardi, ha arricchito il suo cuore e il suo bagaglio d’esperienza, per concedersi uno spazio tutto suo, seppur sempre con l’Orchestra intorno e dentro. E per gioia a noi tutti, lo farà il 29 dicembre, partecipando all E(av)ento

Atramentum”

‘Contemplazione d’Arte’

Dal 20 al 30 dicembre, nella Chiesa Monumentale di Santa Chiara, in Cagliari.

Altresì, in interessante e indovinato dettaglio, sempre a S’Ortu Mannu, è presente un vero è proprio monumento della Natura, chiamato niente poco di meno che, Sa Reina; Albero più antico del Mediterraneo, con circonferenza tronco, di ben 16 metri. Un monumento viene definito tale quando, oltre gli anni di crescita, e nonostante i suoi esemplari gli sono tutt’intorno, si erge da solo, in tutta la Sua (ri) emersa Maestosità, in uno Spazio che sia crea da se, nel tempo. Come se non fosse più dietro le quinte. E stare al cospetto di un simile Colosso è inraccontabile. Si può solo “vivereinlive”. Ed è in Live, che Daniele Serpi si concederà, per la prima volta, in “Atramentum” ‘Contemplazione d’Arte’. Avrà lo spazio creatosi con il tempo, per condurre gli spettatori in un viaggio d’anima, portando le note di pianoforte solo-experience a esprimere il “Suo Mondo Intimo”; Viaggio intitolato “Tramonto Invernale_Musiche per Lettere d’Amore_.

La PortaD’Ora è senza dubbio alcuno che, “Sa Reina” da questa prima volta, avrà il nome di Daniele Serpi. E forse, anche Lui potrà accorgersi. (Tramonto Invernale_Musiche per Lettere d’Amore_: questo è. E’ IL Progetto).

Commenti

commenti