Anche la musica tra i problemi sociali ha trattato del Femminicidio

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Il mondo della musica è sempre stato attento alle questioni sociali e storiche della nostra vita quotidiana e pertanto è stato attento anche agli orrendi misfatti compiuti nei confronti delle donne, infatti vi sono dei brani musicali che rimarcano questi momenti.

Ad esempio Lady Gaga e la sua Til it happens to you: come sappiamo questa artista è una delle star  della musica pop moderna, è di New York e nel 1986  è diventata famosa per brani di successo internazionale come Poker Face e Shallow.  L’artista ha subìto in prima persona una violenza  quando aveva 19 anni. In seguito ha preso coraggio  decidendo di raccontare musicalmente  questa orribile esperienza nella canzone Til it happens to you (traducibile in italiano con “Finché non succede a te”). La canzone racconta dei traumi rimossi che ritornano  portando  dolore e angoscia. Il brano non appare  in nessuno dei suoi album, ma solo nel documentario The hunting ground del 2015, scritto e diretto dal regista americano Kirby Dick. Il film tratta l’argomento delle  violenze sessuali nei campus universitari americani  e  la insufficienza  delle direzione scolastiche nell’affrontare il problema. Le immagini che accompagnano la canzone ripercorrono i momenti orribili delle studentesse vittime dei compagni di corso. Il titolo della canzone mette in evidenza il sentimento di alienazione che prova la vittima e che spesso rimane incompresa  dalla società.

Christina Aguilera con Oh mother del 2006 propone un brano  autobiografico composto in omaggio a sua madre, vittima di continue violenze da parte di un partner  violento. La donna minacciata trovò il coraggio di divorziare prendendo questa decisione per sé stessa e per la piccola Christina, che aveva sei anni.

Invece la cantante Kesha, nata a Los Angeles nel 1987, nel 2014 ha denunciato il suo produttore discografico, Dr. Luke, per abusi sessuali sul luogo di lavoro. L’accusa è stata respinta dal giudice nel febbraio del 2016 e la sentenza ha fatto molto scalpore tanto da mobilitare  molte cantanti e attrici  per supportare Kesha. L’anno seguente l’artista  ha scritto Woman (Donna), un brano incluso nel disco Rainbow, pubblicato nel 2017, che è un punto di svolta personale e musicale dell’artista, e il cui  tema principale è la forza di  cambiare. Nel suo brano la cantante parla di una  donna che è un’eroina femminile, protagonista della propria vita e  consapevole del proprio potenziale, dato che  tutto quello che possiede lo ha guadagnato senza appoggiarsi ad un uomo, ed è una donna  ambiziosa e autonoma. Il brano inoltre conta sull’ausilio della band Dap-King Horns, il cui sound è un mix di folk e soul, che ha aiutato la cantante Kesha a dar vita ad un brano energico e vitale.

Fino adesso abbiamo preso in esame brani stranieri ma ne abbiamo anche in campo nazionale: la nostra Carmen Consoli che con la sua La signora del quinto piano  racconta di un femminicidio. La storia è quella di un’anonima signora  che vive un’esistenza di persecuzione e dell’ex marito che mostra intenzioni omicide. Nonostante le suppliche e le denunce alle forze dell’ordine la donna alla fine cade nella trappola del suo assassino. Il tema del brano è il mancato  supporto delle autorità e di una società che  non ascolta le vittime e non considera in maniera giusta e sottovalutando il problema:  le vittime non si sentono tutelate dallo Stato e non denunciano e rimangono in silenzio.

Continuando il discorso troviamo la cantante livornese Nada con la sua celebre Ballata triste  composta nel 2016 per riflettere sul tema scottante del femminicidio. Il brano racconta di una banale giornata di una famiglia qualunque che si conclude in tragedia causata da una litigata furiosa che porta  l’uomo ad  uccidere la moglie mentre i bambini sono a scuola. Nessuno  accorre e vede cosa è successo, e pertanto le forze dell’ordine non intervengono lasciando così la vittima a giacere nella più totale solitudine.

Ballata triste ha vinto il premio Amnesty International come miglior brano sui diritti umani.

Non possiamo non nominare il cosentino  Brunori Sas con la sua canzone Colpo di pistola  che è dedicata alla violenza di genere:  nella sua canzone racconta il dramma dal lato maschile esponendo così il sentimento malato di chi pensa di provare amore, ma nutre solo il desiderio di possedere totalmente l’altra persona. Infatti nel brano l’uomo minimizza la propria follia: “non la tenevo prigioniera / la incatenavo solo verso sera / per stare un po’ con lei, per stare stretto a lei”.

La cantante siciliana Levante nel suo brano Gesù Cristo sono io usando con una serie di metafore bibliche paragona i dolori e le umiliazioni di una donna violentata  dal compagno a quelle subite da Gesù Cristo. Il brano è incalzante e travolgente, il testo è composto di immagini forti ed ha una  interpretazione sentita e potente: “Gesù Cristo sono io tutte le volte che mi hai messo in croce / Tutte le volte che «Sei la regina» e sulla testa solo tante spine / Gesù cristo sono io per le menzogne che ti ho perdonato / E le preghiere fuori dalla porta / Per il mio sacro tempio abbandonato”.

Mia Martini nel brano Donna, scritto da Enzo Gragnaniello e pubblicato nel 1989 nell’album Martini Mia, canta della  visione femminile in determinati rapporti con un certo tipo di uomini: rapporti fatti di umiliazioni, soprusi o privi di qualsiasi forma di rispetto verso la donna. È un brano che la cantante eseguiva con un grande trasporto e una potente carica emotiva.

Ermal Meta in Vietato morire  mette a nudo il triste destino toccato alla mamma dell’artista, vittima di violenze da parte del compagno, ma non solo. Il testo della canzone è il  triste racconto di un bambino che vive sulla propria esperienza la ferocia di un uomo violento, rendendo  tuttavia quel bambino  un uomo che non si è lasciato incattivire dal dolore.

L’artista Anna Tatangelo  con il brano Rose spezzate proietta a chi ascolta il brano i momenti di violenza subiti da una donna da parte di colui che avrebbe dovuto amarla e invece le lascia occhi tumefatti, schiaffi, bugie per coprire l’orrore di un destino che sembra segnato: Rose spezzate è un brano che non concede sconti.

Ma nel mondo della musica troviamo anche qualcuna come Emma Marrone che con il suo brano Io di te non ho paura parla di una presa di coscienza  per liberarsi dalle oppressioni e dalla paura, rivolgendosi  al suo  compagno e  urlandogli in faccia che non ha paura di lui ed  è pronta a riprendere in mano la sua vita e ricominciare a vivere nonostante le ferite che si porta addosso.

La cantautrice lombarda Giorginess, nome d’arte di Giorgia D’Eraclea, con il brano Controllo riporta una dinamica di coppia che si svolge tra le mura domestiche e praticamente mette a nudo un amore malato, che porta la vittima a provare vergogna e a chiudersi in sé stessa pur di non rivelare il proprio dramma causato dallo spettro della violenza fisica e psicologica.

Su questo tema vi è anche il brano Nessuna conseguenza scritto da Federica Abbate e Cheope e cantata da Fiorella Mannoia in cui si affronta il delicato tema  della violenza psicologica sulle donne e del coraggio e della determinazione che servono per uscirne illesi. Il brano riporta di una lotta quotidiana, fatta di resistenza, consapevolezza e speranza.

Alex Britti, invece, con la sua  Perché? mette in rilievo il problema  di quanto le donne vittime di violenza fatichino a denunciare il proprio aguzzino per paura. Un brano concreto, che mette in luce la grande sensibilità del suo autore.

Tornando a Carmen Consoli il brano Mio Zio porta alla luce la triste e dolorosa notizia di un incesto dove la protagonista del brano, che era una bambina ormai diventata donna, si presenta al funerale dello zio, che aveva abusato di lei, e purtroppo deve  sopportare di avere gli occhi di tutti puntati addosso perché la donna rappresenta una vergogna  per aver svelato l’ignobile incesto. Un brano diretto e tagliente come una lama e che non concede alcuna attenuante.

Nel 2011 la Nannini, cantante Toscana, ci propone il brano Mai Per Amore che mette in risalto le violenza casalinghe, troppo spesso sottovalutate nella nostra società. Il brano  ha dato il nome e  fatto da colonna sonora a una miniserie televisiva che trattava di questo argomento scottante.

Ma di questo tema della violenza sulle donne non si è parlato solo adesso, infatti ho lasciato per ultimo un brano  datato 1962 di Sergio Endrigo dal titolo Via Broletto 34 che racconta di un uomo distinto ed elegante al di sopra di ogni sospetto, abitante di via Broletto 34, che ama una giovane donna, bella e sensuale, ma lei non ricambia il suo sentimento tanto da portare l’uomo ad una  gelosia non giustificata e ad ucciderla. Una storia chiara, che porta in risalto la follia di un uomo malato di un sentimento che non è ricambiato.