Tutto “a posto”, non “apposto”

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Uno degli errori (orrori) che spesso si riscontrano in scritti (e, di riflesso, nella lingua parlata) di persone “poco attente” (eufemismo) è quello dell’utilizzo del termine “apposto” in luogo di “a posto” quando si tratta di spiegare che tutto è sotto controllo, che non ci sono problemi.

La forma corretta è “a posto”: “apposto” è un errore anche di sostanza, poiché consistente nella forma del participio passato del verbo “apporre”, che significa “porre accanto, sopra o sotto” (“ho apposto la firma al contratto”), dunque ha un altro senso (radicalmente diverso).

Non vale neppure la (risibile) scusa del “si pronuncia allo stesso modo”, poiché ciò non è affatto vero: “a posto” e “apposto” non solo hanno due significati diversi, ma si pronunciano in due modi differenti.

Giuseppe Livraghi