Un Tour nelle campagne pugliesi

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La puglia terra ricca di tradizioni culinarie e marittime , terra ricca anche di tesori pochi conosciuti o addirittura ignorati della loro esistenza ma per me che esco e ogni tanto giro per la mia terra natia scoprirli sono la testimonianza della ricchezza della nostra terra e cultura , oggi vi voglio sottoporre alla vostra attenzione due luoghi distanti pochi km da Bari di cui mi sto interessando  segnalando il loro decadimento alle autorita’ competenti. Di questi insediamenti ve ne parlero’ per sommi capi il primo insediamento di cui vi parlero’ e a pochi chilometri dal centro abitato di Conversano (Bari), ed è attorniato da campi coltivati e da lembi di macchia mediterranea, il sito deve il suo nome alla torre di avvistamento che troneggia sulla sommità della collina tra secolari alberi della macchia mediterranea e ulivi che lo rendono un sito di interesse paesaggistico  e archeologico e situato nella Riserva Naturale Regionale Orientata “Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore”. Per la sua locazione strategica a guardia dell’intero circondario e la possibilita’ di acqua dolce fornita dal vicino lago di dolina (detto anche lago di castiglione), la collina è stata frequentata e abitata da tempi remoti come dimostrano le tracce superstiti di una cinta muraria di opera poligonale che difendeva l’abitato preromano tra il VI e V secolo A.C.

I resti monumentali visibili tuttora si riferiscono al villaggio medievale di castiglione che occupo’la parte piu alta della collina costruendosi una cerchia   muraria difensiva resti delle esistenti mure megalittiche il cui interno  sono visibili ancora i resti di una chiesa con annessa una cappella funeraria. Da tenere in evidenza che nel 1998  degli scavi archeologici hanno riportato  alla luce nella piccola cappella la sepoltura di un un esponente di alto rango della comunita’ locale i cui resti sono stati oggetto di analisi archeoantropologiche condotte dall’Università di Bari, finalizzate anche alla ricostruzione tridimensionale del volto. Il sito verso la fine del XV e gli inizi del XVI secolo quando ormai l’abitato era del tutto abbandonato fu eretta la monumentale torre di vedetta con lo scopo di vigilare su tutto il tratto orientale delle mura . Questa torre essendo un luogo di difesa aveva un ingresso posto a 5m di altezza rispetto al piano il cui accesso era tramite un ponte levatoio e di possenti mura perimetrali .la torre,non visitabile , attualmente con i suoi 13 metri di altezza è la più recente tratestimonianze lasciata da coloro che  popolarono o frequentarono il sito nel corso dei secoli passati e, imponendosi con la sua mole sul paesaggio circostante.

Ma lasciamo la torre e ci dirigiamo verso il sito della chiesa di ognissanti posta tra Valenzano e Ceglie  considerata come una dei più importanti edifici religiosi della zona e  monastico del secolo XI.  Sin dall’XI secolo sotto il  capitolo di San Nicola, a Bari., Secondo alcuni fonti storiche non confermate  il monastero di Ognissanti e la sua chiesa furono costruiti sul luogo dove prima sorgeva un tempio pagano altre fonti invece affermano che sul quel luogo vi era una chiesetta minore con due navate. Si sa che l’abbazia fu edificata  tra il 1061 e il 1078 dall’abate Eustasio, e composta , dalla chiesa e  vari edifici monastici, e da  campi coltivati e vigneti. L’importanza religiosa della comunità benedettina di Ognissanti fu significativa sin dalle originitanto che  nel 1112 Eustasio venne nominato successore dell’abate Elia quale rettore della basilica di San Nicola e ricoprì tale carica fino alla morte avvenuta  nel 1123. Contemporaneamente, crebbe anche la rilevanza economica dell’abbazia, che assunse un’organizzazione paragonabile a quella di una curtis ( posto  dove il signore soggiornava ed espletava le sue funzioni di controllo sul territorio). La crescita dell’influenza economica e religiosa della chiesa porto’ad una serie di scontri con la curia di Bari che si risolsero nel 1295 con l’emissione della bolla di papa Bonifacio VIII che decretò l’annessione del monastero alla basilica nicolaiana. Portando cosi a perdere nel 1300 le proprieta’ delle terre dell ‘abbazia da parte degli abati rivelandosi pero’ sempre una feconda fonte di coltivazione dell’ulivo con una ingente produzione d’olio come riportano alcuni documenti del 1320 e il 1327. Fu durante questo periodo che la curia barese istituì una fiera agricola del territorio monastico dell’abbazia che fu meta di mercanti che venivano dalla terrad’otranto , dalla basilicata e dalla capinata ma tutto cio’ fu oggetto di contesa fra il Capitolo di San Nicola e l’amministrazione locale di Valenzano, che non avendo la proprietà dell’Abbazia non poteva avere i  ricavati della fiera. Ma il cenobio della chiesa ormai in  decadenza da secoli, venne soppresso nel XVI secolo e gli edifici monastici, in cattive condizioni da tempo, abbattuti circa cento anni dopo, mentre la fiera fu trasferita ufficialmente nel sobborgo di Valenzano nel 1811.

La chiesa di conseguenza  venne chiusa e abbandonata , solo di recente è stata riaperta al pubblico .

Parliamo delle caratteristiche della chiesa di Ognissanti di Cuti lunga 18,45 m e larga  12,65 m è uno dei rari esempi di architettura romanica pugliese a noi giunto senza modifiche posteriori. E’ una chiesa a sala con cupole in asse,  diffuse in Puglia  dal VII secolo; l’esterno presenta una semplice facciata a capanna con una copertura a tetto munita di tre cupole in asse in relazione alla navata centrale, tra le  quali la centrale risulta più alta e larga. Le cupole sono realizzate con lo stesso sistema della costruzione dei trulli. L’esterno presenta  un portico incompleto  su un fianco il resto forse è stato demolito in epoca passata o dal tempo. L’interno è suddiviso in tre navate con una copertura a mezza botte; degli arredi originari e  paramenti liturgici non è giunto nulla.

Il monastero aveva a fianco  due chiostri e alle spalle sorgeva un edificio rettangolare;  il tutto era circondato intorno dai terreni e gli orti di pertinenza del monastero vi era  un pozzo  un palmento.  Oltre a cio’ il  complesso era difeso da una cinta muraria e  alle due estremità del portico si ergevano due campanili, e attorno vi erano  le abitazioni dei monaci e dagli edifici utili ai benedettini di cui  oggi non rimane  nulla, e la chiesa si eleva isolata nel mezzo della campagna valenzanese. Di tutto il resto, stiamo parlando del  Monastero,  la cinta muraria e le relative costruzioni che erano vicino alla chiesa non ci sono più  poiché i materiali delle varie costruzioni, vennero rimpiegati per edificare  la Reale Basilica Pontificia Minore dedicata a Maria santissima del Pozzo e il suo convento, posto nella comunità di Capurso.

N.B. : per gentile concessione della supporter dell’A.D.A. Pasqua Morcavallo

foto veduta aerea della Torre di Castiglione.