“Senza di te tornavo” Pier Paolo Pasolini (1945)

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Pier Paolo Pasolini è sicuramente uno degli intellettuali italiani più importanti dello scorso secolo e la sua carriera è segnata da molte poesie di successo, tra le quali spicca senza dubbio “Senza di te tornavo“.

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d’esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

All’interno di questa poesia l’autore fa riferimento ad esperienze di vita reale e a situazioni che fanno capire al lettore come egli fosse legato al suo amore ed ora, senza di esso, si trovi a vivere sere piene di sconforto e turbamento. Dunque il tema centrale della poesia è sì l’amore, ma soprattutto la sensazione di solitudine che Pasolini vuole trasmettere attraverso le sue parole. Lui stesso afferma di non saper più stare bene da solo dopo aver perso il suo grande amore ed ha il continuo bisogno, o desiderio che sia, di stare con qualcun altro.
Questa è una situazione molto comune e personalmente credo che vada affrontata proprio convivendo con la solitudine poiché chi non sta bene innanzitutto con se stesso non potrà mai stare bene con un’altra persona.

Eleonora Paradisi VA