VETRINA LETTERARIA- L’ANGELO DI STOFFA di MARCO COSTANTINI

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Federico vive a Lavinio, un comune nei pressi di Roma.  È un ragazzino ancora acerbo, all’alba della pubertà e frequenta le scuole medie. Circondato dagli affetti familiari anche di nonni e zii, conduce una vita serena insieme alla nonna Sandra e la madre Vanessa la quale è costretta a lavorare molto per mantenere una condizione economica che permetta loro di tirare avanti nella maniera più dignitosa possibile. Federico, a più riprese, soffre della mancanza del padre, un uomo che ha deciso di sparire senza lasciare traccia. Eppure, nonostante l’assenza della figura archetipicamente protettiva del nucleo familiare, la famiglia gode comunque della protezione di un pupazzo di stoffa, un angelo che nonna Nannarella ha regalato a Federico quando era piccolo.

Al pupazzo, però, si scuciono le braccia e Federico non ha il cuore di comunicare la notizia alla nonna, la quale ne avrebbe sofferto tantissimo e più che mai in quel momento, con il Natale alle porte. Pronto a ripararlo, o quantomeno a ritrovarne uno simile, decide di fare un giro nel circondario passando in rassegna i negozi di giocattoli della zona, finché in uno di questi non incontra la piccola Rebecca, figlia del proprietario. Nasce, in Federico, un amore a prima vista.

Terminato il giro senza essere riuscito nel suo intento e dopo aver fatto propria la desolante consapevolezza che tentare una riparazione autonoma non avrebbe fatto altro che danneggiare ulteriormente il suo pupazzo, decide di andare a trovare il collezionista dal quale la nonna aveva preso, anni prima, l’angelo di stoffa. Non lo trova, ma al suo posto conosce per caso Zii Nello, l’anziano vicino di casa dell’uomo che stava cercando. Tra i due si instaura una forte intesa e Zii Nello decide di aiutarlo facendolo entrare di nascosto nell’abitazione del collezionista, ma Federico non trova alcun possibile sostituto del suo pupazzo.

Federico continua a cercare informazioni sul collezionista e, in parallelo, approfondisce la conoscenza dell’anziano Zii Nello che si rivela essere un uomo solo e senza famiglia, ma altruista e sempre pronto ad aiutare il prossimo o a rivolgere una preghiera a Dio per far sì che questo abbia riserbo per chi soffre.

L’anziano, deciso ad aiutare attivamente il giovane Federico a ritrovare la collezione di cui faceva parte il suo angioletto di stoffa, scopre, parlando con un’altra vicina, che il proprietario teneva il suo tesoro in una stanza della casa in cui la prima volta né lui né Federico erano entrati. Finalmente, con una seconda incursione, Federico non solo trova la collezione di pupazzi, ma trova anche il sostituto del suo angelo ormai monco e logoro.

Dopo il rinvenimento, Federico è ben contento di ritornare a casa, ma all’improvviso Zii Nello sparisce. Lo ritrova in uno spiazzo della campagna, sotto la pioggia, inerme, e capisce che quello dell’anziano è un chiaro intento di rimanere lì ad aspettare che la vita defluisca dal suo corpo. È quello il momento in cui scopre che, in quello stesso punto, era morto anni addietro Daniele, il figlio di Zii Nello che da allora non si è mai ripreso dal lutto.

Nel tentativo di salvarlo, il giovane perde il pupazzo che aveva appena ritrovato, ma poco importa. Quando arrivano i soccorsi e l’anziano viene trasportato in ospedale, il ragazzo decide di svelare la verità alla nonna.

Inaspettatamente, il giorno della Vigilia di Natale, bussa alla porta un emissario, proprio come un angelo, inviato da Zii Nello e porge a Federico un involucro.

Con grande stupore, il giovane scarta il pacchetto e ritrova così, definitivamente, il suo angelo di stoffa. Il Natale è salvo.