“Ritratto della mia bambina” di Saba

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Come abbiamo già visto, Saba è uno degli autori più importanti del primo Novecento. “Ritratto della mia bambina” è una poesia legata ai suoi affetti familiari, in particolare alla figlia Linuccia.

La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo
e dell’estiva vesticciola: “Babbo
-mi disse – voglio uscire oggi con te”
Ed io pensavo: Di tante parvenze 
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.

In questa lirica di ispirazione familiare la bambina chiede al padre di uscire con lui, ma nel testo non c’è una risposta dell’uomo, il quale si sofferma invece a pensare a quali, fra le tante “apparenze” che compongono il mondo, possa paragonare la figlia. Dunque il poeta inizia a contemplare con affetto la sua bambina e a descriverne la bellezza che si ritrova specialmente nei suoi aspetti più semplici e naturali. Per Saba questo è un momento di serenità che viene rispecchiato anche da un linguaggio semplice e dai paragoni con elementi naturali: la figlia Linuccia viene paragonata con la schiuma marina bianca, con le nuvole chiare e con la scia di fumo azzurra. Quindi il parallelismo tra la figlia e la natura è costituito esclusivamente da cose belle e significanti della realtà che ci circonda.

Eleonora Paradisi VA