Il plagio questo sconosciuto

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Quante volte da ragazzi abbiamo copiato un compito dal vicino di banco a rischio che venisse annullata la prova, ma questa era la pena massima insieme con il voto negativo che avremmo avuto:  nel mondo editoriale la cosa è diversa e l’azione incriminata è chiamata “plagio”.

Con questo termine ci si riferisce all’appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un’opera prodotto del lavoro altrui,  che viene proposta come  un’opera nuova con un titolo nuovo e con una firma diversa, ponendo così in atto una contraffazione qualificata e aggravata. Nel mondo musicale,  affinché si possa ipotizzare che un brano  costituisca un plagio, basta che un brano susciti nell’ascoltatore il riconoscimento di un altro pezzo coperto da diritto d’autore e ad esso antecedente. A questo punto, il giudice nomina un consulente tecnico d’ufficio per redigere una perizia giurata,  a costui  viene proposto l’ascolto dei due brani (l’originale e l’eventuale plagio). Se il giudice riconosce le ragioni di chi denuncia il plagio, l’autore del plagio rischia il ritiro del pezzo dal mercato, con sanzioni pecuniarie, oppure il riconoscimento all’autore originale di parte dei diritti (con relative royalties) su quel pezzo.  Dobbiamo tenere conto che  il concetto di plagio musicale va analizzato  con cura: ci sono, senz’altro dei  casi evidenti nei quali un artista ha copiato una canzone da un altro, e quindi  è giusto che l’autore originale sia risarcito, ma  nella storia della musica le accuse di plagio  sono andate molto oltre, interessando canzoni che assomigliavano solo vagamente ad altre, o  avevano in comune soltanto brevi sequenze di note. Ma dobbiamo tenere presente  che le note sono solo sette  ed è frequente che due artisti compongano melodie simili in maniera totalmente indipendente: perché il loro gusto e la loro sensibilità musicale hanno qualcosa in comune che li ha portati a scrivere e a trovare bella sequenze melodiche tra loro simili. Inoltre  ci sono sfumature diverse del concetto di plagio: una canzone può deliberatamente ispirarsi a un’altra, prendendone anche degli elementi, senza che il brano  originale sia danneggiato. In quest’ultimo caso si può parlare di citazione che però va dichiarata apertamente.  C’è inoltre da tenere conto che il plagio è una cosa diversa dal campionamento, cioè quella pratica diffusa nella musica elettronica e nell’hip hop di prendere pezzi di canzoni, modificarli, assemblarli, aggiungendo anche altri elementi, per farne una canzone nuova. Anche qui ci sono eccezioni e zone grigie, ma per campionare una canzone di un artista bisogna chiedergli il permesso.
A volte le accuse di plagio nella storia sono state ignorate, altre volte vi è stato un accordo privato tra le due parti per una compensazione economica. A volte il nome dell’autore originale viene inserito anche tra gli autori dell’altra. E poi ci sono casi in cui le due parti non trovano un accordo, o chi è accusato di plagio respinge le accuse: in questo caso inizia un processo.

Sono famosi alcuni casi di plagio. Il primo riguarda  la cantante e modella  americana Lana Del Rey (vero nome Elizabeth Woolridge Grant) che ha affermato  che i Radiohead le hanno fatto causa per plagio per la sua canzone Get Free inclusa nell’album Lust For Life del 2017 perché somiglierebbe in maniera notevole al loro brano Creep incluso nell’album Pablo Honey del 1993 . Un portavoce  del gruppo ha negato che sia in corso una causa, e non si sa  chi dica la verità:  è una  storia di cui  si è discusso molto senza venire a capo di chi abbia ragione.  Nella questione tra  Lana Del Rey e il gruppo  Radiohead, qualcuno ha rilevato come il brano  Ad ogni costo di Vasco Rossi  sia una versione italiana di Creep, per la quale cosa Vasco  si  sarebbe accordato legalmente con la band britannica.

Altro caso di violazione di copyright  musicale tra i più discussi degli ultimi anni ha coinvolto Blurred Lines, una canzone del 2013 di Robin Thicke inclusa nell’omonimo album  che ebbe un successo straordinario. La canzone fu criticata per molti motivi: perché aveva un video molto esplicito con modelle nude (video che peraltro lanciò la carriera della modella Emily Ratajkowski) e perché aveva un testo molto maschilista, che secondo molti era quasi un’apologia dello stupro. Ma soprattutto, Blurred Lines fu criticata perché il giro di basso e l’accompagnamento ritmico all’inizio della canzone sono praticamente uguali a quelli di Got To Give It Up, una canzone del 1977 inclusa nel  album Live at palladium  di Marvin Gaye. Anche le linee vocali si assomigliano molto, c’è lo stesso ritmo ossessivo, delle voci in sottofondo, e in generale i vibes delle due canzoni sono molto simili.

Dato che Gaye morì nel 1984, a fare causa a Thicke fu la sua famiglia. Fu un processo molto raccontato sui siti di spettacolo: tra le altre cose Thicke disse che al tempo aveva problemi di dipendenza e non partecipò molto alla composizione della canzone. La sentenza fu una delle più severe di sempre: Thicke dovette pagare un indenizzo di 5,3 milioni di dollari alla famiglia di Gaye e devolverle il 50 per cento dei diritti sulla canzone.

Tra le  canzoni più popolari del 2014  c’è Stay With Me inclusa nell’album In The Lonely Hour del cantante inglese Sam Smith. La cui song ha un ritornello molto emozionante e orecchiabile, ma presto ci si accorse che era molto simile alla strofa di I Won’t Back Down inclusa nell’album Full Moon River  del cantautore americano Tom Petty, scritta insieme a Jeff Lynne della Electric Light Orchestra. Smith ammise di non averla mai sentita e Petty fu molto conciliante, riconoscendo che i plagi sono cose che possono capitare a tutti, solo che nella maggior parte dei casi vengono scoperti prima che il disco venga pubblicato. Raggiunsero facilmente un accordo, con Petty e Lynne che ottennero il 12,5 per cento dei diritti della canzone di Smith.  Il lupo perde il pelo ma  non il vizio tanto che sembra che recentemente Smith sia stato nuovamente accusato di plagio per la sua canzone Midnight Train, che secondo qualcuno assomiglia – di nuovo – a Creep dei Radiohead (ma molto meno di quella di Lana Del Rey). Questi sono alcuni casi di plagio ma se ne sono verificati centinaia nella storia della musica… ad ogni modo ricordiamoci che le note sono sette.

 

 

Nb: tutte le notizie sono state raccolte dal web dai vari siti .