I geroglifici come forma d’arte

39

I geroglifici

I geroglifici egizi utilizzavano 24 segni di base i quali, combinati in modo diverso secondo regole anche complesse, conducevano a un totale di quasi 7000 segni diversi.  In quest’ epoca la scrittura geroglifica è caratterizzata da un rapporto di tipo pittografico tra il concetto che si desidera comunicare e il segno scelto per esprimerlo, vale a dire che a ogni segno corrisponde una parola. Il più antico documento storico che testimonia il processo di unificazione tra Alto e Basso Egitto, è un bellissimo reperto che prende il nome di Tavolozza di Narmer. Il reperto aveva un’utilità pratica nella vita quotidiana perché su di esso, forse, era triturata la polvere blu o nera con cui gli egizi si truccavano gli occhi. La funzione principale, però, era quella cerimoniale, nel caso, l’esaltazione dell’impresa del grande re Narmer, colui che, probabilmente, riuscì ad unificare le Due Terre.

Gli antichi egizi esprimevano le loro idee scrivendo attraverso segni pittorici comunemente chiamati “grafemi“. Questo sistema era in uso già all’epoca predinastica ed è stato impiegato fino intorno al 100 D.C., il che significa fino alla fine del regno dei Tolomei in Egitto. La particolarità dei geroglifici è la piccola modificazione che essi sopportano durante un periodo di migliaia di anni, dovuto con tutta probabilità all’uso del materiale sopra il quale venivano disegnati e in parte alle loro convinzioni religiose.

Per un certo tempo gli Egizi usarono i grafemi puri e semplici per cui il loro significato era facilmente comprensibile, ma quando cominciarono ad esprimere termini con segni alfabetici o sillabici, che non avevano nessuna attinenza con il loro significato originale, dovettero adottare degli espedienti al fine di risultare più comprensibili.

Ogni parola era in principio costituita da tre parti:

  1. La prima era composta da segni fonetici o fonogrammi che suggerivano la pronuncia della parola.

 

  1. La seconda, spesso omessa, era formata da un pittogramma che rappresentava l’oggetto.

 

  1. La terza era composta da un determinativo che indicava l’ambito di cui si stava parlando. Questo determinativo aiutava la corretta interpretazione della parola, oltre ad indicare la fine della stessa, ma non aveva valore fonetico.

 

Il determinativo è dunque un segno ideografico che rappresenta nella figura la stessa cosa o azione del vocabolo precisandone immediatamente il significato

I determinativi si possono dividere in 3 gruppi: quelli specifici, quelli che definiscono un concetto o un’azione, e quelli fonetici usati raramente.

Nell’epoca Antica si contano circa 750 geroglifici. Col passare dei secoli il numero dei geroglifici andò aumentando e già nel periodo tardo, quello dei grandi templi tolemaici, si arrivò ad alcune migliaia di segni. Leggere e scrivere era molto difficile e chi sapeva farlo era molto importante e veniva chiamato Scriba.

Gli scribi

Gli scribi, nell’antico Egitto, appartenevano a una casta molto potente, ammirata e ben retribuita che si occupava dell’amministrazione del paese. Nel Regno Antico essi venivano scelti tra le famiglie nobili, mentre nel Nuovo Regno questa professione fu estesa a tutti. Il tempo per formare uno scriba era molto lungo: solo gli alunni più dotati, coloro che imparavano l’arte complicata del geroglifico monumentale, riuscivano ad arrivare a corte. Lo scriba, mantenendo il segreto della sua professione, tramandava le sue conoscenze di generazione in generazione. Agli scribi era assegnato come protettore Thot, il dio della scrittura e della saggezza, nonché mago e messaggero degli dei.

Geroglifico elicottero

Tra i geroglifici ordinari come la mosca, l’incisione mostra quello che sembra essere un elicottero, insieme a aeroplani e a un sottomarino. In alcuni ambienti pseudoscientifici, questi geroglifici sono stati interpretati come una rappresentazione della tecnologia moderna nell’antichità, conoscenza forse data agli egiziani da entità extraterrestri.

Ma la maggior parte degli archeologi ritiene che le incisioni non siano nulla di insolito. I geroglifici che descrivono la “tecnologia moderna” sono probabilmente una pareidolia, o interpretazione errata. Nell’antico Egitto, era normale che i geroglifici venissero rifatti nel tempo, specialmente quando un nuovo faraone saliva al potere. L’intonaco della seconda scultura si è consumato, creando un’immagine “palinsesto” o stratificata.

 

Giulia D’Andrea