“Ed è subito sera” di Salvatore Quasimodo

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Salvatore Quasimodo è uno degli scrittori più importanti e famosi della prima metà del Novecento. “Ed è subito sera” è una sua poesia costituita da soli tre versi e, sebbene sia così breve, rappresenta comunque uno dei suoi componimenti più significativi.

Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Come suo solito e tipico della corrente ermetica, Quasimodo esprime un determinato concetto attraverso l’utilizzo di singole parole complesse e profonde. In questo caso, in soli tre versi, riesce ad esprimere la sua riflessione sull’esistenza umana e a trasmetterla in maniera intrinseca al lettore. Il suo linguaggio è costituito da parole ed espressioni che, anche prese singolarmente, rappresentano una determinata idea: il termine “ognuno” è utilizzato per riferirsi all’intera umanità, incapace di comunicare e di fatto destinata a vivere nella solitudine, come espresso dal termine “solo”. Un altro concetto significativo è quello della sera, anche qui simbolo della morte, la quale arriva in maniera improvvisa senza che l’uomo se ne renda conto; è per questo che l’espressione “ed è subito sera” mostra il senso della vita e sopratutto la sua precarietà. Infine in questa breve poesia possiamo ritrovare anche uno dei temi principali dell’ermetismo, ovvero quello del rifacimento dell’uomo: uno degli obiettivi di Quasimodo è infatti quello di “contribuire alla vita”, in particolar modo alla ricomposizione dell’uomo contemporaneo che è attualmente scosso da eventi tragici, come la guerra.

Eleonora Paradisi