Diario di viaggio oltre la mitica route 66 vi sono le Ghost town

12

                              

L’america non è solo famosa per la nascita dei vari movimenti politici e musicali ma lo è anche per le cosiddette ghost town  o “città fantasma”.

L’esaurimento delle riserve d’oro scoperte alla fine dell’Ottocento portò alla scomparsa di molte città dei cercatori d’oro, soprattutto dopo il panico del 1907 e la crisi del 1929. Ad oggi si contano più di 800 città, molte di queste sono state trasformate in musei “a cielo aperto”, vere attrattive per gli appassionati e per i viaggiatori on the road.
Ecco  alcune delle città fantasma.

 Bodie situata nella contea californiana di Mono, a est della catena montuosa della Sierra Nevada statunitense, questa città fantasma della California nacque come centro minerario dopo la scoperta di un modesto quantitativo d’oro da parte di un cercatore di nome William Bodey. Mantenne una popolazione permanente per molti anni del XX secolo fin quando un incendio, nel 1932, devastò gran parte dei suoi centri economici. Nel 1962 è stata riconosciuta, dal dipartimento dell’interno degli Stati Uniti, luogo di interesse storico nazionale. La città di Bodie conserva quasi intatte le strutture architettoniche e l’arredamento dell’epoca. Una delle storie più famose di Bodie riguarda il “gruppo di vigilanti 601”. La notazione di “601” sta per “6 piedi sotto, 0 prove, 1 corda”. È stato riferito che durante un ballo alla Miners’ Union Hall di sabato 15 gennaio 1881, Joseph DeRoche ha ballato con la moglie di Thomas Treloar, anche se Treloar ha chiesto a sua moglie di non farlo. Non è noto se per caso dopo vi sia stato un alterco tra i due, ma la storia riporta che DeRoche ha lasciato l’evento prima della maggior parte degli altri partecipanti. Quando Treloar e sua moglie lasciarono la sala, percorsero la Main Street e  all’incrocio  tra Main e Lowe Streets,  il DeRoche saltò dall’oscurità e sparò a Treloar in testa. DeRoche fu immediatamente arrestato, e  fu consegnato al vice Farnsworth, che in quel momento era ubriaco. DeRoche riusci a  fuggìre  rapidamente. E  scappò lungo Goat Ranch Road, ma fu catturato a circa otto miglia di distanza e  riportato a Bodie. Dove, dopo regolare processo fu impiccato il  lunedì 24 gennaio 1881 dal gruppo di vigilanza Bodie 601. Il luogo è così fascinoso da essere usato spesso come set cinematografico e fotografico: foto della città fantasma di Bodie furono inserite nel famoso shooting fotografico di Anton Corbjin dell’album The Joshua Tree degli U2.

 

Lasciamo Bodie e andiamo a Calico  città situata nella contea di San Bernardino, nell’area delle Calico Mountains, nel sud della California: la città fu un centro minerario tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Conosciuta come Calico Ghost Town, è una tappa intermedia fra Los Angeles e Las Vegas. Fu fondata nel 1881 e crebbe rapidamente grazie alla scoperta di giacimenti di oro, argento e borace; ma, nonostante i 1200 abitanti, le 500 miniere e 22 saloon, la città si trasformò ben presto in città fantasma, quando nel 1907 furono scoperti i giacimenti di borace nella vicina Death Valley. Alcuni edifici originali sono stati rimossi e sostituiti con costruzioni che conferiscono alla città l’aspetto tipico di una vera cittadina western. Attualmente è una attrazione turistica.

 

Lasciamo Calico e andiamo nel Nevada a Virginia City, antica città mineraria: fu abbandonata dai primi pionieri dopo che questi ebbero estratto tutto l’oro e l’argento nascosto nelle sue montagne. Nella primavera del 1859 fu scoperta la miniera di Comstock Lode, sul monte Davidson; in poco tempo più di 20.000 uomini armati di pale, zappe, cavalli, muli, whisky e donne si insediarono in questo luogo selvaggio, dando vita a Virginia City che  in poco tempo divenne la più ricca del West: in cinquant’anni vennero estratti più di 22 milioni di dollari in pepite, inoltre nel 1863, in un articolo pubblicato sul «Territorial Enterprise», il giornale locale, comparve per la prima volta la firma di uno degli scrittori più famosi d’America, Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens). Virginia City oggi è una delle città fantasma meglio restaurate, con case, locali e quelli che un tempo furono allegri saloon; importante meta turistica con oltre due milioni di visitatori all’anno.

 

Continuiamo il nostro viaggio e ci rechiamo a  Goldfield, sempre in Nevada: fu costruita nel 1902, intorno a delle miniere che, all’epoca, produssero più di dieci milioni di dollari in pepite d’oro. Dopo una serie di controversie di lavoro, incendi ed inondazioni, le miniere di Goldfield cessarono le attività nel 1920, causando una forte crisi economica che ha conseguentemente portato all’esodo della popolazione. Curiosamente la cittadina divenne famosa per il Goldfield Hotel, secondo gli esperti di fenomeni paranormali, uno degli edifici più infestati al mondo. Tutto sembrerebbe legato ad una storia sul suo  vecchio proprietario e alla triste e sanguinosa protagonista. George Winfield, ricco proprietario del Goldfield Hotel, vide cambiare la sua esistenza intorno al 1930, quando una prostituta di nome Elisabeth rimase incinta, sostenendo che il bambino fosse di Winfield. Questi per un po’ pagò la donna per il suo silenzio, ma quando non fu più possibile, attirò Elisabeth nella stanza 109 dell’albergo e la incatenò ad un radiatore. La donna rimase legata, fornita di cibo e acqua, fino alla nascita del bambino. Secondo alcuni Elisabeth morì di parto, secondo altri fu assassinata da Winfield che poi gettò il piccolo appena nato in un pozzo a cielo aperto. Dopo questi tristi avvenimenti la salute di Winfield peggiorò, forse a causa delle voci della sua amante assassinata che continuava a fargli visita. Si dice che Elisabeth, descritta con capelli fluenti e in abito bianco e terribilmente triste, passi per le sale dell’albergo chiamando il suo bambino; sotto l’albergo pare si possa sentire ancora il pianto di un bambino.

 

Rimettiamoci in viaggio e andiamo a circa 120 miglia a nord-ovest di Las Vegas, vicino alla Death Valley, e troviamo la città fantasma di Rhyolite, della Contea di Nye, sempre nel Nevada. Nacque all’inizio del 1905 come campo per minatori. Durante la corsa all’oro, imprenditori edili, cercatori d’oro e minatori si stabilirono nel distretto minerario di Bullfrog e molti di essi si stabilirono a Rhyolite perché era situata in una conca riparata del deserto vicino alla miniera di Montgomery Shoshone. Questa miniera venne acquistata nel 1906 dell’industriale Charles M. Schwab che investì molte risorse nelle infrastrutture, portando l’energia elettrica, l’acqua e la ferrovia, sia per la miniera che per la città;  nel 1907 la città di Rhyolite era fiorente e aveva tutti i comfort e servizi ma così come crebbe, altrettanto in fretta la città declinòi minerali preziosi si esaurirono e di conseguenza calò la produzione costringendo la popolazione di Rhyolite a trasferirsi. Dopo il 1920 quello che rimaneva di Rhyolite divenne attrazione turistica e set per produzioni cinematografiche.

 

Lasciamo il Nevada e andiamo nel Montana a Bannack, una città fantasma situata nella contea di Beaverhead. Venne fondata nel 1862 col nome di Bannock Indians, proprio nello stesso anno in cui venne scoperta, nei pressi, una miniera d’oro. Nel pieno  della sua attività, Bannack aveva una popolazione di circa 3000 abitanti. C’erano 3 alberghi, 3 panifici, 3 negozi di fabbri, 2 stalle, 2 mercati delle carni, un emporio, una birreria, un ristorante, una sala biliardo e ben 4 saloon. Tutti gli edifici erano stati realizzati utilizzando tronchi di alberi. L’ultimo residente risale al 1970. In questa ghost town, quando il vento fischia, gli unici suoni che si sentono sono quelli delle insegne che cigolano, dei catenacci che scuotono e dei cancelletti che stridono nervosi. Gli oggetti fuori uso si azzuffano in ogni dove. La piccola strada che attraversa il villaggio è una lastra di terra farinosa e antica. E dietro alle porte delle case, tergiversano rimasugli di vita passata. Non una voce. Tutto tace. Nelle scuole della cittadina di Bannack, restano i banchi e le lavagne ancora sporche di gesso. L’hotel, invece, è un edificio dal lusso ormai sbiadito mentre all’interno del saloon, si possono ancora vedere il pianoforte a muro, il bancone con i bicchieri appoggiati e le sue poche sedie ovunque sparpagliate. In mezzo alle case, infine, un rosario di automobili arrugginite, vecchie Chevrolet degli anni Trenta che raccontano di proibizionismo e scorribande. Furono John White e i membri del Colorado Pike Peakers a scoprire l’oro qui, a Bannack, nel 1862. Un anno dopo, già 3000 persone vi si stabilirono in cerca della vita che da sempre avevano sognato. I lunghi decenni di gloria durarono fino al 1881, anno in cui la corsa all’oro finì e la città incominciò a subire un lento ma inarrestabile declino. Nel 1940, gli ultimi abitanti partirono senza fare più ritorno. Tra le storie di questa città vi è la figura di Herry Plummer. Ma chi era costui? Niente meno che il terrore della contea. Gli onesti abitanti di Bannack lo elessero a sceriffo nel 1863, senza sapere che avevano appena consegnato le chiavi della città a uno dei peggiori fuorilegge della zona. Plummer era a capo di una banda chiamata The Innocents con la quale macchiò la sua dorata stelletta da difensore della legge con una serie inenarrabile di furti, omicidi e attentati di ogni sorta. Arrestato e imprigionato dai Vigilantes, fu impiccato per direttissima senza processi né pentimenti. Il suo corpo penzolò dalla forca in un gelido gennaio, congelato nell’immaginario del popolo come uno dei peggiori errori nella storia del Montana.