Almanacco _Il Castello di Milazzo e la suora fantasma_

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Castello di Milazzo

 

 

Il Castello di Milazzo e la suora fantasma

 

Nel bel mezzo di due golfi, quello di Milazzo e il golfo di Patti, imperioso si erge un antico castello, “La Cittadella Fortificata di Milazzo”.

È la più grande roccaforte della Sicilia, indiscussa spettatrice e teatro di racconti e tenebrose leggende.

In epoca classica, fu colonizzata dai greci della vicina Zancle, l’odierna Messina. Fu, poi, l’epoca dell’ateniese Lachete nel 427 a.C., così racconta Diodoro Siculo nella Biblioteca Historica. Fortificata dalle mani dei messinesi durante la tirannia di Dionigi di Siracusa per poi tornare, successivamente, tra i possedimenti dei tiranni siracusani Agatocle e Gerone II.

La Cittadella di Milazzo è uno degli splendidi esempi di roccaforti che meglio rappresentano la Sicilia. Si dice addirittura che le fondamenta del nucleo originario che sovrasta le altre strutture, potrebbero risalire all’età del bronzo, benché gli arabi vi abbiano edificato sopra le attuali mura.

Ma pur trovando affascinanti le straordinarie vicende storiche della Cittadella di Milazzo, una in particolare, pur essendo fuori dai contesti storici, attira ancora oggi l’attenzione dei visitatori:

La leggenda della suora fantasma…

Una tetra leggenda, che viene tramandata con terrore tra gli abitanti di Milazzo, narra di una giovane, molto bella e ricca, che si innamorò follemente di un soldato.

Un uomo oltremodo indigente che dal padre della ragazza ottenne un’opposizione ferrea al loro amore, costringendo la ragazza a prendere i voti presso un convento di monache.

Tuttavia, la giovane non volle rassegnarsi a tale condizione monacale, tanto che prese, di nascosto dal padre, la decisione di incontrare il suo amato poco fuori le mura.

Ma la sorte, così si narra, tanto fu avversa ai loro sentimenti che furono nuovamente scoperti.

Il castigo fu tremendo: poiché aveva violato il voto di castità, la ragazza (monaca) fu murata viva tra le mura del Castello.

La leggenda narra che da quel giorno, il suo spirito vaghi all’interno della Cittadella Fortificata, alla continua ricerca del suo uomo, chiamandolo con una tale pena nella voce, che chiunque la senta attraverso la pietra, soffre per la sua disgrazia. C’è chi giura di averla persino incontrata, ricevendo dalla sua voce tenebrosa il saluto: “Sia lodato Gesù Cristo!”.

Qualcuno giura di udire sconcertanti lamenti femminili nella notte…essi sono lamenti di un’anima solitaria, dal cuore per metà perso nel ricordo di colui che tanto amava e che gli era stato tolto, e per metà a lei rimasto per farle rivivere quello strazio all’infinito.

Ma voi che dite? Si tratta di una leggenda come tante altre?

Anastasya