EDVARD MUNCH

Edvard Munch nacque a Løten in Norvegia il 12 dicembre 1863. Sin dalla fanciullezza, Edvard fu provato da una serie interminabile di disgrazie familiari: la madre morì di tubercolosi nel 1868, seguita dalla sorella Johanne Sophie nel 1877 stroncata dalla stessa malattia. In questo periodo di profondo dolore, il ragazzino iniziò ad interessarsi all’arte. Dopo un po’ anche il padre Christian iniziò a diventare malinconico e cadde vittima di un pietismo morboso oltre ad una sindrome maniaco-depressiva. A causa di questo ambiente così inquieto, Edvard iniziò ad avere una visione macabra del mondo che lo renderà famoso. Nel 1879 si iscrisse in un istituto tecnico per studiare ignegneria: qui il ragazzo iniziò a familiarizzare con il disegno di prospettiva. Il padre cercò in tutti i modi di distoglierlo da questa passione completamente opposta all’ingegneria, ma dopo un po’ gli permise di iscriversi alla Scuola di Disegno di Oslo, dove rimase un anno prima di iscriversi nel 1881 alla Scuola d’Arte e Mestieri. Sotto gli influssi degli artisti di quel periodo Munch realizzò le sue primissime opere d’arte, fra cui un ritratto del padre. Tra le opere più importanti di Munch troviamo: l’Urlo (1893),  Madonna (1894-1895) e la Morte di Marat (1907). L’Urlo di Munch incarna il dramma esistenziale dell’uomo moderno. L’opera nasce intorno al 1893, negli anni berlinesi e forma un grande manifesto dell’intera esperienza umana, dalla nascita alla perdita, dall’amore all’ossessione, dalla solitudine alla morte. La Madonna intreccia abilmente sacro e profano: il titolo rimanda alla Vergine Maria, ma la sua rappresentazione non è classica. La figura della Madonna è rappresentata da una donna timida e candida, Munch stravolge questo ideale proponendo una donna, raffigurata dall’ombelico in su, nuda e dalle forme sinuose. La morte di Marat offre la raffigurazione di un episodio di storia, appunto la morte di Marat. Nella tela è possibile identificare la figura femminile che, secondo l’iconografia, sarebbe Charlotte Cordè, donna che uccise Marat in maniera spietata.

GIULIA GALANTE

ASIA VASSALLO

GABRIELE PULSINELLI