EDOUARD MANET

Édouard Manet è considerato uno dei più grandi pittori francesi. Nasce in un famiglia ricca e influente nel 1832 e sembra destinato a diventare giudice come il padre ma, appassionato di arte fin da giovanissimo, per evitare di intraprendere gli studi giuridici, decide di imbarcarsi come marinaio. La sua carriera sui mari dura poco ma gli basta per convincere la famiglia ad assecondare le sue passioni. Inizia così a frequentare a diciotto anni l’atelier del pittore Thomas Couture ma fin da subito polemizza con il maestro: Manet non accetta la rigida postura con cui i modelli vengono ritratti tradizionalmente, la considera innaturale e ridicola; così, in aperto contrasto con l’insegnante, decide di dipingere i suoi soggetti in pose quotidiane, per ottenere una resa più realistica. I viaggi in Italia, Olanda, Austria e Germania aiutano Manet ad allargare i suoi orizzonti artistici: rimane particolarmente impressionato dalle opere di Giorgione, Goya, Velazquez e Tiziano. Ha ventotto anni quando dipinge il Guitarrero. Il dipinto viene accettato al Salon del 1861 e ottiene un inaspettato successo. Sembra che la carriera di Manet sia sul punto di decollare, vista l’accoglienza riservatagli dall’establishment culturale della capitale, ma il maestro francese coglie tutti di sorpresa qualche anno dopo. Nel 1863 presenta infatti al Salon la sua opera più famosa: Le déjeuner sur l’herbe (Colazione sull’erba). L’opera viene rifiutata con decisione dagli accademici ma trova spazio nel Salon des Refusés, aperto per la prima volta. L’effetto è dirompente: gli spettatori sono indignati e offesi dal dipinto che mostra una donna completamente nuda seduta tra due uomini vestiti. Manet sconvolge tutti anche due anni dopo, al Salon del 1865 con la sua Olympia (1863), ispirata alla Maya Desnuda di Goya. L’opera viene ritenuta tanto scabrosa da venire spostata dopo pochi giorni ad un’altezza tale da renderla meno visibile al pubblico in sala. A posare per lui è la modella Victorine-Luise Meurent. Altra opera importante di Manet è il balcone, ultimata nel 1868 in cui Manet si focalizza sui quattro personaggi, colti nel loro «esporsi» al mondo esterno. Manet muore all’età di cinquantuno anni a causa di una dolorosa atassia che lo costringerà ad amputare la gamba nell’inutile tentativo di fermare l’infezione.

Giulia Galante

Asia Vassallo

Gabriele Pulsinelli