Almanacco-il Tempio di Kom Ombo _ di Anastasya

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IL TEMPIO EGIZIO KOM OMBO

 

Il Tempio di Kom Ombo è particolare. Probabilmente è unico per il fatto che è dedicato a due dei rivali: “Sobek il dio dalla testa di coccodrillo e Horus il dio dalla testa di falco”.

Esso, è un’antica città egiziana situata nell’attuale Governatorato di Assuan dell’Alto Egitto, a circa 50 km a nord di Assuan.

La sua storia risale al tempo dei grandi Faraoni; difatti serviva da città di guarnigione al confine meridionale dell’Egitto. Conosciuta originariamente col nome di Nubt, cioè Città dell’Oro, mantenne tale funzione fino al periodo tolemaico e romano. All’arrivo dei Greci, il suo nome cambiò in Omboi, mentre i Romani la chiamarono Ambo.

Costruito nel corso di circa 100 anni sorprende la venerazione al suo interno per i due degli egizi rivali, Sobek e Horus. Questo perché ancora persiste, negli egizi di oggi, la credenza che Sobek e Set fossero alleati durante l’ultimo conflitto con Horus, una verità nascosta ma concreta.

Il Tempio dedicato ai due dei riflette tale venerazione nell’architettura della struttura; il lato occidentale era stato dedicato a Haroeris (il “Grande Horus” o “Horus il Vecchio”), mentre quello orientale a Sobek. Ogni metà del tempio ha un portale monumentale, un cortile antistante, ed un santuario interno per la divinità. Si presume che a quel tempo esistessero due gruppi di sacerdoti, uno per il culto di Horus e l’altro per quello di Sobek.

Ma quali altri ruoli poteva avere il tempio di Kom Ombo?

In alcuni rilievi si manifesta non solo l’adorazione degli dei, ma anche la glorificazione della dinastia tolemaica. Difatti, una rappresentazione emblematica è Horus e Thoth che versano acqua di consacrazione su Tolomeo XII, mentre Sobek li osserva. La dinastia Tolomea viene glorificata anche, da un rilievo nella sala ipostila interna che mostra Tolomeo XII presentare un’arma curva (una rappresentazione della spada della vittoria) di Horus. Anche la presenza di Cleopatra II, sorella e moglie nonché condirettrice di Tolomeo, rafforza tale propaganda dinastica.

Ma il tempo è crudele e negli anni il tanto venerato Tempio fu lasciato ad un abbandono corrosivo naturale o dall’uomo danneggiato. Per gran parte è stato distrutto dal Nilo, dai terremoti e dai successivi costruttori che utilizzarono l’edificio come cava edile. Alcuni rilievi vennero deturpati quando il tempio venne trasformato in una chiesa copta ortodossa. Solo nel XIX secoli ricevette attenzione dagli archeologi occidentali.

In particolare, un archeologo francese manifestò ampio interesse, Jacques de Morgan, che nel 1893 liberò l’area del tempio dedicata a Sobek restaurandola. Ed anche in tempi recenti è stato svolto un lavoro archeologico che ha portato a scoperte interessanti, tra cui la statua di una sfinge e due dipinti antichi rinvenuti quest’anno.

Anastasya