ALEXANDER FLEMING

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Cosa prendiamo quando abbiamo un forte mal di gola, quando ci si infetta una ferita? Nella cultura del Novecento venne scoperto come tutti questi mali potessero diventare curabili; la penicillina divenne uno dei salvavita più essenziali che rivoluzionò la vita umana. È stato il primo antibiotico, il farmaco che ha aperto la possibilità di curare un gran numero di infezioni precedentemente letali, e a partire dal secondo dopoguerra è stato, per tutti, il simbolo del progresso medico. Chi è stato il genio che ha scoperto tutto questo? Sir Alexander Fleming è stato un medico, biologo e farmacologo scozzese, universalmente noto per avere scoperto l’enzima lisozima nel 1922 e la penicillina nel 1928, risultato che gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1945. Fleming nasce in una zona rurale della Scozia in una famiglia numerosa. I genitori sono agricoltori e Alexander trascorre l’infanzia a contatto con la natura. A 14 anni raggiunge i fratelli a Londra per studiare. In questi studi non ottiene risultati particolarmente brillanti e quindi trova un lavoro come semplice impiegato in una compagnia di navigazione. Nell’anno 1900 scoppia la guerra del Transvaal, nell’odierno Sudafrica. Alexander e i fratelli John e Robert si arruolano come volontari nei London Scottish, reggimento composto esclusivamente da scozzesi. Ma il numero dei soldati è superiore alle richieste, e i Fleming non partirono per la guerra. In questo ambiente militare Alexander dimostra la sua bravura nello sport: è un valente nuotatore, un eccellente giocatore di pallanuoto e un ottimo tiratore, abilità che gli permettono di entrare nell’Inoculation Department, dove lavora per gran parte della sua vita. Alexander ha 20 anni quando muore suo zio John, da cui riceve un’eredità di 250 sterline che decide di spendere per studiare medicina. Per riuscire ad entrare nella facoltà necessita di un diploma speciale per chi non ha frequentato le scuole secondarie. Studia e supera brillantemente l’esame, tanto da risultare il migliore in tutto il Regno Unito (luglio 1901). Sceglie di frequentare la scuola del Saint Mary’s Hospital, un giovane ospedale nel quartiere di Paddington. È uno studente brillante, primo nella maggior parte delle materie, molto preparato seppur non dotato di una vasta cultura, limitazione che è compensa dall’ampia abilità di ragionamento e la spiccata intelligenza del naturalista. All’inizio si profila per lui una carriera da chirurgo, avendo superato il relativo esame e acquistato il titolo di Fellow Royal College of Surgeons. Ma ben presto un fatto irrilevante, la sua bravura nel tiro, devia la sua strada. Allo scoppio della prima guerra mondiale viene mandato con quasi tutto il personale del suo laboratorio in Francia per curare i soldati feriti al fronte. Qui comincia a ricercare terapie per curare le infezioni che insorgono sulle ferite. Nel 1922, tornato in Inghilterra, scopre che un enzima contenuto nelle lacrime è in grado di bloccare la crescita di alcune colture di batteri. Battezza questa sostanza lisozima. Si tratta però di un blando antibatterico, che non distrugge i microrganismi più aggressivi. Questa esperienza gli permette di dare la giusta importanza ad un evento che gli capita nell’estate del 1928. Tornando in laboratorio dopo un’assenza di qualche giorno, osserva che una muffa cresciuta su una coltura batterica ha impedito lo sviluppo della colonia. Identifica la muffa come appartenente al genere Penicillium e tenta di estrarre il composto. I primi tentativi di usarlo come antibiotico sono fallimentari, perché Fleming non riesce ad ottenere il principio in concentrazioni sufficienti. All’inizio degli anni ’30 è costretto ad interrompere le sue ricerche. Nel 1940 Fleming viene a conoscenza del lavoro di Ernst Boris Chain e Howard Walter Florey, i futuri compagni di premio Nobel che erano invece riusciti ad ottenere concentrazioni sufficenti di penicillina in grado di curare persone. Lo scoppio della seconda guerra mondiale risuscita l’interesse per questi studi che, sovvenzionati dall’Inghilterra, riuscirono ad avere successo e diventare da quel momento in poi la cura per infezioni e patologie dapprima credute incurabili.
ALICE RECCHIA VA