il sistema scolastico in Cina

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Il sistema scolastico cinese è molto simile a quello italiano, con scuole elementari, medie, superiori e corsi universitari di primo, secondo e terzo livello.

 

In linea di massima, l’accessibilità all’istruzione segue in Cina uno schema piramidale. Il tasso di frequenza nella scuola primaria è del 99% circa, ma crolla per quanto riguarda i gradi di formazione più alti per carenza di risorse e strutture. Tuttavia, dal momento che il governo cinese ha definito obiettivo strategico nazionale l’ammodernamento del sistema universitario, le cose dovrebbero cambiare.

La scuola in Cina assume caratteristiche proprie e tiene conto di diversi fattori, senza tuttavia distaccarsi di molto dal sistema scolastico di tipo occidentale. Esistono nove anni di scuola obbligatoria, ed è opportuno considerare che oggi,  agli inizi del XXI secolo, esiste un’alfabetizzazione del 90,9% della popolazione (con maggioranza dei maschi rispetto alle femmine). L’educazione scolastica rimane una delle maggiori priorità del governo nazionale, insieme alla determinazione dell’avanzamento scolastico nei confronti dei più giovani.

 

In Cina l’istruzione è gratuita e obbligatoria per nove anni, suddivisi in scuola elementare e media inferiore, da frequentare a partire dai sei anni di età. Poiché in Cina spesso lavorano entrambi i genitori, molti bambini cominciano il loro periodo di formazione con l’asilo (chiamato Kindergarten dai cinesi) già all’età di due anni.

La scuola primaria prevede, come da noi in Europa, la frequenza dell’asilo. Non è obbligatoria ed è in particolare in uso nelle grandi città, dove in genere entrambi i genitori sono occupati in un’attività lavorativa. I tipi di scuole primarie a disposizione della popolazione sono vari e attenti alle esigenze dei cittadini: esistono infatti non sono asili e scuole elementari standard, bensì anche quelli adatti a bambini con particolari problemi, e cioè  scuole specifiche per disabili o per bambini non udenti e non vedenti. In totale esistono circa 200 milioni scolari in Cina, circa il 6% della popolazione.

 

Quindi gli anni sono divisi in:

2-6: Kindergarten

6-12: Scuola elementare (obbligatoria)

12-15: Scuola media (obbligatoria)

15-18: Liceo o Scuola di avviamento professionale

18-22: Università pubblica o privata

A conclusione della scuola media, un esame stabilisce l’indirizzo formativo seguente: I ragazzi che hanno ottenuto buoni voti vengono avviati al liceo dove vengono preparati agli studi universitari. Per gli altri, esiste un’offerta fatta di istituti agrari, tecnici e formativi che, di norma, li preparano a qualche genere di attività o lavoro manuale.

L’educazione secondaria viene a sua volta suddivisa in educazione ‘media’ ed educazione ‘superiore’, la prima dura tre anni ed inizia in genere al compimento dei 12 anni d’età, la seconda comprende un corso di durata di circa 2 o 3 anni e viene iniziata all’età di 15 anni. Le materie di insegnamento non differiscono in genere da quelle europee: lingua e cultura cinese, matematica, fisica, geologia, chimica, storia, geografia, belle arti ed educazione fisico-motoria (punto cardine del sistema). Con la riforma scolastica del 1996, le scuole tecniche in genere vengono tutte assimilate in scuole professionali. Il sistema di scuola media, prevedeva negli anni ’60 una politica che distingueva la scuola tecnica da quella ad indirizzo più accademico. Durante la Rivoluzione Culturale le scuole tecniche vennero chiuse, perchè considerato inferiori rispetto alle altre. Sotto un’altra ri-organizzazione, vennero riaperte nel decennio successivo. Con la grande riforma scolastica del 1986 la scuola media venne inclusa nell’istruzione obbligatoria compresa nei 9 anni.

 

Formazione universitaria in Cina

In Cina la formazione universitaria gratuita è stata abolita nel 1985. Dopo il liceo, gli studenti devono sostenere un esame per stabilire a quale ateneo possono essere ammessi e se ottenere una borsa di studio. Gli studenti che ottengono risultati insufficienti non vengono ammessi ad alcuna università pubblica. L’unica strada percorribile per loro è quella delle università private (e costose), le quali talvolta non guardano neanche al punteggio minimo della prova menzionata prima.

 

Il sistema accademico-universitario in Cina, ha avuto  negli ultimi anni una crescita esponenziale, portando il numero di studenti a raggiungere la cifra di 20 milioni. Oggi, le statistiche definiscono questo numero come il maggiore del mondo. La caratteristica principale delle università cinesi è quella di servirsi delle cosiddette ‘Multi-università’, grandi campus multi-facoltà, che vedono l’unione e la fusione amministrativa di singole università e facoltà; ad esse si aggiungono la creazione di diversi indirizzi specialistici, come per esempio quelli degli studi in Energia Atomica, Risorse energetiche, Scienze Informatiche, Biofisica, ecc.

 

Notevole il contributo del livello universitario e di ricerca allo sviluppo della nazione, non stupisce pertanto la fede del governo cinese nei confronti di un efficiente sistema d’educazione scolastica. Il credo è quello che vede la cooperazione e l’integrazione del sistema di produzione, d’insegnamento e di ricerca, allo scopo di perseguire un unico obiettivo: quello dello sviluppo complessivo della nazione.

 

Calendario e orari

L’anno scolastico è diviso in due semestri, il primo inizia il primo Settembre e finisce a Febbraio, il secondo inizia il primo Marzo e termina a Luglio. La scuola dura 39 settimane: 34 di lezione, le altre riservate ad attività comunitarie, tradizionali, ripasso ed esami. Oltre alle ferie estive, è previsto un mese di vacanze a Febbraio, per il capodanno cinese.

I giorni di frequenza settimanale sono 6, dal Lunedì al Sabato. Il Sabato pomeriggio è vacanza.

Il programma prevede da 23 a 27 ore di lezione settimanali, a seconda della classe e del sistema, più 5 ore di attività extracurricolari (non sempre garantite). Ogni ora di lezione prevede 45 minuti di insegnamento e un quarto d’ora di pausa. L’organizzazione oraria dipende dalle condizioni locali. Nelle scuole a tempo pieno, le lezioni iniziano alle 8.00 e riprendono alle 14.00, dopo la pausa per il pranzo.

Agli studenti vengono generalmente assegnati compiti a casa.

 

Programmi e organizzazione scolastica

I programmi sono fissati a livello nazionale e variano a seconda dei sistemi e degli orari in vigore. Le scuole a tempo pieno, di cui fanno parte le scuole modello, seguono i programmi fissati dal Ministero dell’istruzione, con qualche variazione regionale. Per le scuole a tempo ridotto, tali programmi sono modificati su base regionale.

La lingua d’insegnamento è il putonghua o cinese mandarino; in alcune zone abitate da gruppi etnici minoritari è introdotta la lingua locale come lingua d’istruzione o seconda lingua. L’insegnamento dell’inglese inizia generalmente nella scuola secondaria inferiore, ma in alcune scuole modello può partire dalle elementari. I programmi governativi tendono a essere fortemente prescrittivi e dettagliati; la finalità dell’insegnamento vi appare quella “di garantire la trasmissione dei saperi e l’acquisizione di una serie di norme e di condotte che dovranno accompagnare il bambino in tutta la sua vita futura” (COSPE, 1996), più che di favorirne la formazione completa.

E del 1993 la più recente riforma dei programmi della scuola dell’obbligo. Tali programmi attribuiscono maggiore spazio alle attività in classe e incoraggiano lo sviluppo di competenze di base, puntando a ridurre il nozionismo e la pratica dell’apprendimento a memoria, molto diffusi nelle scuole. La rigidità e ampiezza dei programmi e dei testi scolastici, la severità del sistema di valutazione e l’affollamento delle classi ostacolano però il raggiungimento di questi obiettivi. Nelle aree rurali, l’inadeguatezza e irrilevanza dell’insegnamento sono spesso all’origine dell’ insuccesso e abbandono scolastico. Nel corso della scuola elementare, i bambini debbono imparare 3.000 caratteri e l’alfabeto fonetico cinese; acquisire conoscenze di base delle relazioni quantitative e delle forme spaziali, conoscere le operazioni fondamentali con numeri interi, decimali e frazioni; mostrare di pensare logicamente e avere le idee fondamentali dello spazio; risolvere problemi semplici e pratici che hanno a che fare con la vita quotidiana e il lavoro. Le scienze naturali sono una combinazione di fisica, chimica, astronomia, geografía, biologia e fisiologia igienica.

Molte scuole rurali a tempo parziale offrono un programma ridotto a quattro materie: cinese, matematica, conoscenze generali ed etica. Nelle scuole itineranti, con doppi turni o pluriclassi, si insegnano solo cinese e matematica. In queste scuole c’è un unico insegnante per tutte le materie; le scuole di città o più organizzate offrono invece un insegnante per disciplina. Molto diffuse nelle scuole rurali o più svantaggiate sono le attività produttive che impegnano gli studenti varie ore alla settimana e i cui proventi vengono utilizzati per finanziare la scuola.

 

Valutazione

Oltre a una verifica informale periodica (solitamente mensile) è comune una valutazione più approfondita a metà anno, una sorta di esamino che, in caso di risultati negativi, impegna gli insegnanti nella programmazione di un piano di recupero rivolto agli studenti più in difficoltà. I risultati di tali prove sono espressi in numeri, su scala centesimale.

Il passaggio da una classe all’altra è subordinato al superamento dell’esame di fine anno, in cui viene valutato il profitto in matematica e cinese. Se la verifica a fine anno èritenuta insoddisfacente è prevista la ripetenza.

La scuola cinese è estremamente selettiva. Quasi ovunque esistono due ordini di scuole: le scuole chiave o modello, destinate agli allievi più dotati, e le scuole per gli alunni normali. La selezione inizia alla fine della scuola materna, con un esame di ammissione alla scuola elementare che già identifica i bambini destinati a un corso di studi privilegiato. L’esame d’ammissione alla scuola secondaria inferiore, ufficialmente abolito con l’estensione a nove anni della scolarità obbligatoria, è ancora in vigore in alcune regioni.

 

La scuola pubblica

Prima del 1995, l’istruzione nelle scuole pubbliche cinesi era ufficialmente gratuita a tutti i livelli e tale rimane per la scuola dell’obbligo; sono invece state introdotte tasse di iscrizione per le scuole superiori e le università. Nella scuola dell’obbligo sono previsti, però, contributi dei genitori alle spese di gestione della scuola, i cui tetti sono fissati a livello provinciale, e per l’acquisto dei libri, forniti dallo Stato a prezzo controllato. Tali contributi sono in costante aumento e, nonostante l’adozione di varie misure correttive da parte del governo, scoraggiano l’accesso degli studenti più sfavoriti. Sono vietati per legge gli istituti privati a scopo di lucro, sono invece ammessi contributi privati alle scuole pubbliche. La maggior parte delle scuole elementari è gestita da autorità governative regionali, municipali o locali, le restanti sono annesse a fabbriche o imprese pubbliche.

 

La divisa

In Cina la maggior parte delle scuole possiedono una divisa: a differenza degli altri paesi, il loro aspetto è molto simile in tutto il territorio nazionale. Gli studenti hanno a disposizione una divisa per l’estate ed una per l’inverno, e per ognuna sono previsti più cambi. Infine, si aggiunge un completo per le ore di ginnastica che è uguale sia per le ragazze che i ragazzi.